DVB-T2

Fra due anni la TV digitale terrestre per come la conosciamo smetterà di esistere. Che siate persone che pagano solo il canone base, o siate invece più che preoccupati clienti di Sky e Mediaset Premium, sappiate che cambieranno le frequenze.

Per chi avesse capito, lo standard di trasmissione attualmente utilizzato nelle nostre TV è chiamato DVB-T, e dovrà essere sostituito con il nuovo sistema di frequenze DVB-T2 (Digital Video Broadcasting – Terrestrial di seconda generazione) in maniera definitiva entro il 2022 secondo le direttiva UE.

La risposta è:”Assolutamente no!” Almeno nel breve periodo non dovete cedere alle lusinghe dei negozi tipo Trony, Euronics e soci che vi mettono paura invogliandovi a mettervi in pari con la tecnologia.

Al contrario, quando il fatidico switch-off ci sarà e se la nostra TV non riceverà più i canali Sky o Mediaset, voi vi farete trovare pronti e calmi: basterà dotarvi di un decoder che trasmetta con il nuovo sistema di frequenze. Un piccolo fastidio che che ci accadde quando arrivò la prima versione del digitale terrestre: anni in cui i produttori di tv e decoder fecero una fortuna con le tasche degli Italiani.

Lo sappiamo che i volantini dei megastore vi affollano la cassetta della posta, pertanto vogliamo anche consigliarvi sul da farsi nel caso cambierete apparecchio. Per cominciare, una TV non più vecchia di due anni è probabile che sia già compatibile con lo standard DVB-T2. Quelle invece risalenti a prima del luglio 2016, ahinoi, smetteranno di funzionare a luglio del 2022. Ma basterà dotarsi, come detto, di un decoder.

Quando invece vi recate in negozio per acquistare un nuovo televisore dovete prestare attenzione alle specifiche tecniche. La TV dovrà per forza supportare lo standard DVB-T2 e il più recente codec H265/HEVC.

Quindi attenzione a ciò che prendete, le fregature sono sempre in agguato.

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