Assistenti vocaliGli assistenti vocali sono diventati una presenza costante nel contesto delle soluzioni mobile interattive. I vari sviluppatori si prodigano alla finalizzazione di aggiornamenti che, volta dopo volta, convergono verso la concessione di nuove funzioni e migliorie. Ma chi, tra Assistant, Cortana ed Alexa, svolge meglio il suo compito risultando più preciso ed affidabile nello svolgere le sue funzioni? Lo abbiamo scoperto da una nuova analisi sul campo.

 

Assistenti Vocali: di chi ci si può fidare?

Mentre Google persegue i propri obiettivi sul fronte del suo Assistant integrando nuove funzioni e nuovi pacchetti vocali i rivali si scornano per prevalere in un settore che sta riscuotendo un grande successo, forte dell’introduzione di nuovi speaker intelligenti che stanno semplificando non poco la nostra vita.

Come ogni anno si propone uno studio sull’affidabilità degli assistenti vocali, valutando l’efficacia delle risposte in luogo di domande ben specifiche. Gli assistenti, in particolare, sono stati messi alla prova con una batteria di 800 domande ciascuno. Quesiti che sono poi stati utilizzati al fine di valutare il livello di comprensione della domanda e l’accuratezza delle risposte. Si è proceduto scomodando 5 categorie tematiche:

  • informazioni locali
  • acquisti online
  • navigazione
  • informazioni generali
  • comandi
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Assistenti vocali miglioriI test si sono svolti su Siri per iOS 11.4, Assistant su Pixel XL ed Alexa e Cortana in ambiente iOS tramite app dedicata. Il più preciso è stato Google Assistant, con un dato positivo dell’86% (tutte le domande sono state comprese). Al secondo posto Siri, con il 79% (11 domande non comprese). Al seguito si sono avuti Alexa e Cortana rispettivamente al 61% ed al 52% con 13 e 19 domande non comprese.
Assistenti vocali studio 2018Assistant ha mostrato i muscoli nel campo della navigazione e degli acquisti online, dove Alexa avrebbe dovuto primeggiare. La valutazione, comunque, deve tenere anche conto del fatto che  Alexa e Cortana non erano integrate all’interno del dispositivo mobile, così come lo erano invece Google Assistant su Pixel XL e Siri su iOS. Il risultato, in questo caso, può essere stato inficiato dal fatto che gli assistenti di Amazon e Microsoft sono stati messi sotto esame tramite app esterna.