Facebook ancora accusato

Il social network Facebook dopo essere stato coinvolto per mesi nello scandalo Cambridge Analytica è inciampato in un altro clamoroso errore, insieme al CEO dell’azienda Mark Zuckerberg.

Questa volta è stato proprio Zuckerberg che, in un’intervista ha spiegato che la piattaforma consente contenuti controversi, a patto che non portino danni reali. Dopo questa sua intervista, ha ricevuto moltissime critiche.

 

Facebook e Zuckerberg accusati di nuovo

Zuckerberg nell’intervista rilasciata a Recode, ha difeso il diritto degli utenti presenti sulla piattaforma di sbagliare, anche quando si parla della negazione all’Olocausto. Dopo queste sue dichiarazioni, è insorta la comunità ebraica. L’Anti-Defamation ritiene che Facebook abbia l’obbligo morale ed etico di non consentire la disseminazione delle idee sulla negazione dell’Olocausto.

La piattaforma ha successivamente spiegato che è impegnata a ridurre questo tipo di contenuti, senza però censurare la loro pagina. Dopo le critiche in seguito all’intervista, Zuckerberg ha voluto precisare: “C’è una cosa su cui voglio essere chiaro. Ritengo la negazione dell’Olocausto profondamente offensiva, e non volevo assolutamente difendere le persone che lo negano“.

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Il CEO dell’azienda è già nel mirino a causa delle interferenze in campagne elettorali tramite il social per lo scandalo Cambridge Analytica. Successivamente ha lavorato molto per cercare di riconquistare la fiducia dei suoi utenti, parlando di come ha intenzione di oscurare le fake news. Si tratta di un’ennesima gaffe da parte del CEO e della piattaforma, che ovviamente non ci voleva, dato tutti i problemi passati della piattaforma.