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IPTV: quali rischi si corrono a guardare in streaming Sky, Mediaset e Netflix

La sigla IPTV è l’acronimo di Internet Protocol Television. Si tratta di una nota piattaforma ideata almeno inizialmente con scopi del tutto leciti, ovvero con lo scopo di consentire la visione in streaming, dunque su reti informatiche, dei principali contenuti televisivi. Tuttavia, con il passare de tempo, la pratica ha assunto sfumature illegali perché ad essere trasmessi in streaming non sono soltanto canali televisivi la cui fruizione risulta essere già gratuita di per sé al pubblico, ma anche canali delle principali Pay Tv nazionali.

Le Pay Tv di cui stiamo parlando sono Sky e Mediaset Premium, sicuramente tra le più note, a cui si accompagna l’ultima arrivata Netflix. Prima di conoscere quali sono i rischi non solo per coloro che offrono il servizio ma anche per gli utenti che ne fanno uso, ricordiamo che le Pay Tv sopra citate offrono al proprio pubblico numerosi contenuti. In particolare, Sky e Mediaset Premium danno la possibilità di visionare serie TV, le migliori anteprime di film, documentari, i principali eventi sportivi in generale o calcistici di Serie A e Champions League.

Anche Netflix nel mirino dell’IPTV

D’altra parte, Netflix propone in particolare numerose serie TV e programmi TV. Nel caso specifico di Sky e Mediaset Premium si ricorda che questa organizzano i propri contenuti in comodi pacchetti. Pertanto, gli utenti possono scegliere la tipologia di pacchetto al quale abbonarsi per visionare tutti i contenuti preferiti in massima libertà. Gli abbonamenti non hanno un costo eccessivo; quest’ultimo può partire da 7.99 Euro al mese come nel caso di Netflix

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Tuttavia non sono pochi gli utenti che non hanno intenzione di pagare la quota di abbonamento ma, allo stesso tempo, non vogliono rinunciare alla visione dei programmi. Stiamo parlando di coloro i quali scelgono una via alternativa, ovvero quella di guardare i contenuti in questione sulla piattaforma delle IPTV, senza conoscere, però, i rischi che si corrono.

Si tratta, infatti, di una pratica la cui fruizione può essere punita severamente dalla legge. È doveroso sottolineare che non rischiano solo coloro che gestiscono e mettono a disposizione il servizio ma anche gli utenti che ne fanno uso. Tra l’altro, è importante sottolineare che la visione dei programmi non è completamente gratuita ma è richiesto comunque un contributo pari a 10 Euro.

Ritornando ai rischi che si corrono la Corte di Cassazione ha stabilito che gli utenti che usufruiscono del servizio possono essere multati con una sanzione con un importo massimo fino a 2000 Euro, mentre coloro che lo gestiscono rischiano direttamente la reclusione in carcere.

È doveroso sottolineare che le aziende quali Sky, Mediaset Premium e Netflix essendo ignare di quanto accade a loro nome possono chiedere ovviamente un risarcimento danni, per cui ai 2000 Euro potrebbero aggiungersi ulteriori costi. Pertanto, considerati i rischi che si corrono risulta essere più conveniente concludere l’abbonamento senza infrangere la legge.

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Pubblicato da
D'Orazi Dario