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PostePay può diventare pericolosa, le truffe continuano ma è possibile evitarle

Carta bloccata entro pochi giorni e rischio sospensione del conto questi sono gli avvisi che preoccupano i clienti PostePay ma dietro vi è un inganno peggiore.

Ricevere un blocco sulla propria carta o addirittura una sospensione del conto non è sicuramente piacevole per nessuno di noi ma potrebbe accadere di peggio.

Diverse sono state, infatti, le denunce da parte dei possessori di carte PostePay che hanno ritrovato il loro conto totalmente vuoto dopo aver risposto all’email ricevuta dall’azienda.

Carta bloccata e conto sospeso? Si tratta di phishing!

Essere derubati sarebbe di gran lunga la situazione peggiore ed è proprio questo che spaventa i clienti di Poste Italiane che possiedono una carta prepagata PostePay

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E’ giusto chiarire sin dall’inizio che l’azienda non è responsabile di quanto sta accadendo negli ultimi tempi e che la soluzione potrebbe essere alle porte ma il rischio di subire una truffa c’è ancora.

Email o messaggi da parte di Poste Italiane vanno assolutamente ignorati. Perché? L’azienda non è solita richiedere dati personali o inviare semplici comunicazioni utilizzando questi mezzi quindi dietro vi sta sicuramente un inganno.

L’inganno ha un nome ben preciso, si tratta appunto di phishing, il nuovo modo di truffare online gli utenti. I truffatori utilizzano infatti strategie ben precise per ottenere i dati dei clienti. Fornendo i vostri dati darete accesso al vostro conto  e così il gioco è fatto!

Permetterete ai truffatori di prosciugare le vostre carte o vendere le vostre informazioni per spamming.

Questo è quanto avviene ormai da mesi e che crediamo sia utile tenere a mente per evitare spiacevoli conseguenze.

Evitare di inserire dati online e di accedere a link sospetti basterà per garantire la sicurezza di cui ogni cliente PostePay può godere. Inoltre è importante denunciare alla Polizia Postale un’eventuale truffa subita e contattare Poste Italiane per ottenere informazioni riguardo il proprio conto.

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Pubblicato da
Giorgia Leanza