tutor autostradaTutor offline. Questa la decisione intrapresa dalla Corte d’Appello di Roma, che in data 10 aprile 2018 aveva dichiarato Autostrade per l’Italia colpevole di illecito circa la violazione di un brevetto proveniente da un’azienda toscana chiamata Craft. 

Secondo le fonti, pare che la maggior parte dei Tutor in autostrada siano disattivati in attesa di una misura che conceda nuovi sistemi di controllo da attuarsi in luglio 2018, in tempo per l’alta stagione.

 

Tutor in autostrada spenti: ecco come si procederà

Dopo essere stati vietati ma comunque utilizzati dalla società Autostrade per l’italia, i Tutor vengono sospesi dalle loro attività di monitoraggio in attesa di una delibera che conceda presto la possibilità di un’alternativa che sostituisca la soluzione di telecontrollo attuale.

Ciò non significa che gli automobilisti dovranno sentirsi in diritto di oltrepassare liberamente i limiti di velocità, visto che saranno comunque predisposte delle aree di controllo mobile sulle tratte autostradali interessate dal provvedimento di sospensione dei controlli. I rischi, al riguardo, restano comunque elevati e pensare di effettuare una supervisione h24 resta senz’altro un obiettivo fuori portata.

Il rischio è così elevato da sollevare anche le preoccupazioni dell’Asaps (Asociazione a sostegno della Polizia Stradale), che in una sua nota fa sapere che:

“Dopo un susseguirsi di attacchi al sistema del controllo della velocità con misuratori come autovelox, telelaser e simili, arriva anche un provvedimento che inciderà sicuramente sui risultati auspicati per la sicurezza sulle strade.”

Nel frattempo si fanno i conti con i dati di confronto degli ultimi 10 anni, dai quali emerge una riduzione del 70% del numero dei morti per incidenti stradali. Segno tangibile che il sistema funziona e che si deve provvedere al più presto ad adeguate contromisure preventive. Un altro dato? Da quanto mancano i Tutor (appena una settimana) si sono contate 27 vittime, il record negativo di questo 2018.