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Scienza e Tecnologia

Questa è la scoperta scientifica dell’anno secondo la rivista Science

scritto da Federica Vitale 27/12/2016 0 commenti 2 Minuti lettura
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Qual è la scoperta scientifica dell’anno

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La rivista Science ha decretato quale è la scoperta del 2016: la rilevazione delle onde gravitazionali, predette già un secolo fa da Albert Einstein e rilevate per la prima volta dagli scienziati dell’Osservatorio Laser Interferometria Gravitational Wave.

“E’ stata una scelta abbastanza facile. Sono stati fatti molti progressi importanti quest’anno, ma l’osservazione delle onde gravitazionali conferma una previsione secolare di Albert Einstein“, ha dichiarato Adrian Cho, della rivista Science. “Personalmente, credo che l’aspetto più profondo della scoperta è che gli esseri umani hanno rilevato direttamente la radiazione gravitazionale“, ha aggiunto.

A questo proposito, ha poi sottolineato di aver già captato la radiazione delle quattro forze della Natura: l’elettromagnetismo, la forza nucleare debole e forte e la gravità. “La gravità è così debole che la radiazione gravitazionale sembrava quasi impossibile da rilevare. Eppure ci sono riusciti. Come fisico, per me questa è una profonda realizzazione“, ha aggiunto Cho.

Le onde gravitazionali sono state postulate da Einstein, il quale sosteneva che gli oggetti con grandi quantità di massa potrebbero, a loro volta, attraversare una curvatura dello spazio/tempo, causando vibrazioni. Einstein credeva anche che queste vibrazioni fossero troppo piccole per essere rilevate. Per raggiungere questo obiettivo, dunque, gli scienziati hanno usato una tecnologia impressionante: due rivelatori di massa, compresi gli specchi tra i quali far rimbalzare un laser.

Le prime onde rilevate sono il risultato di una fusione di due buchi neri, di 39 e 29 volte la massa del Sole e la scoperta divenne nota nel febbraio di quest’anno. Quattro mesi più tardi, gli scienziati del LIGO hanno anche confermato una seconda osservazione, sebbene più debole.

La scoperta è il risultato di una “saga scientifica incredibile”, perché ci sono voluti oltre 40 anni per gli scienziati nel lavorare a questo progetto, perché richiede una tecnologia altamente avanzata. “E per tutto il tempo, i fisici non avevano alcuna garanzia che mai avrebbero visto e rilevato alcun segno. Si tratta di uno degli esperimenti più audaci mai fatti“, ha aggiunto.

I grandi progetti scientifici

Tra gli studi che finalisti di quest’anno, anche la scoperta di Proxima b, il pianeta abitabile più vicino al sistema solare e potenzialmente abitabile, in orbita intorno Proxima Centauri. A seguire, un software di intelligenza artificiale sviluppato da Google DeepMind, soprannominato AlphaGo, che ha sconfitto alcuni professionisti nella strategia di gioco. Allo stesso modo, è stato anche finalista uno studio con gli scimpanzé, orango e bonobo che ha dimostrato come queste scimmie abbiano la capacità di vedere il mondo dal punto di vista di un altro, una caratteristica che è stata considerata unicamente umana.

Questo anno, gli scienziati hanno creato le prime lenti progettate con un metamateriale, più economiche da produrre, più sottili di un foglio di carta e molto più leggere del vetro. Questo lavoro potrebbe rivoluzionare lo sviluppo di microscopi, fotocamere, schermi per la realtà virtuale o smartphone.

buco neroonde gravitazionali
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Federica Vitale
Federica Vitale

Federica Vitale nasce come web writer convinta e le sue passioni, sin da bambina, si sono rivelate la carta e la penna. Laureata in Relazioni Internazionali presso l’Università degli Studi di Perugia, ha conseguito la laurea in Lingue e Letterature Straniere nel 2003 e ha proseguito gli studi laureandosi nuovamente nel 2007 in Scienze e Tecniche della Comunicazione, presso la facoltà di Scienze Politiche dell’Università degli Studi di Viterbo, dove ha collaborato come cultore della materia per la cattedra di Linguaggi Audiovisivi. Il suo percorso formativo e la sua passione per il cinema e la letteratura l’hanno portata a specializzarsi nell’analisi della produzione letteraria e delle sue trasposizioni cinematografiche. Ha pubblicato il libro 'L’universo africano di Karen Blixen'. Ama scrivere ed esprimersi anche attraverso la fotografia poiché le piace vivere il mondo a 360°. La passione per l’immagine e per le parole si riassumono nella creazione dell’articolo.

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