Il mondo di Xiaomi e il cibo hanno un rapporto che va avanti da parecchio tempo. Basta pensare al successo globale dei suoi cuociriso, diventati ormai oggetti di culto. Stavolta però il collegamento tra il colosso cinese e il mondo gastronomico prende una piega decisamente più dolce, e anche un po’ ironica: nella mensa del campus aziendale in Cina è spuntato un gelato Xiaomi disponibile in tre varianti che ricalcano esattamente la nomenclatura degli smartphone. Parliamo delle versioni Standard, Pro e Max.
Va detto subito, per evitare fraintendimenti: non si tratta di un prodotto commerciale destinato alla vendita al pubblico. Almeno per ora. Tutto nasce come esperimento interno alla caffetteria Xiaomi, quella presente all’interno del campus della compagnia. Chi ha buona memoria ricorderà che un locale simile era stato aperto anche a Milano, qualche tempo fa. Ebbene, la caffetteria ha iniziato a inserire nel menu dei dolci questo gelato tripartito, giocando con le denominazioni che chiunque abbia mai configurato uno smartphone conosce benissimo.
Xiaomi: cosa cambia tra le tre versioni del gelato
Le differenze tra le tre varianti sono semplici ma efficaci. La versione Standard è il gelato nella sua forma base, senza fronzoli. Quella Pro aggiunge un biscotto, alzando leggermente il livello dell’esperienza. E poi c’è la Max, che porta con sé ben tre biscotti: praticamente il top di gamma del dessert. Una trovata che strizza l’occhio alla cultura tech e che ha tutto il potenziale per diventare virale, cosa che del resto sembra essere uno degli obiettivi dichiarati dell’operazione.
Ma dietro quello che potrebbe sembrare un semplice gioco di marketing c’è anche un lavoro di ricerca e sviluppo tutt’altro che banale. Lo chef della caffetteria, Bing Jiabao, ha lavorato per dare una nuova forma al miglio, un ingrediente che per Xiaomi ha un significato profondo. Il nome stesso del brand, Xiao Mi, si traduce letteralmente come “piccolo grano” o “piccolo riso”, ed è riconducibile proprio al miglio. Quindi il gelato non è solo un vezzo estetico o un esperimento goloso, ma un modo per ricollegarsi alle radici dell’identità aziendale attraverso un alimento simbolico.
Tra identità di marca e contenuti virali
Non è la prima volta che Xiaomi utilizza il binomio tra tecnologia e cibo per creare contenuti pensati per attirare l’attenzione sui social e non solo. La strategia è piuttosto chiara: prendere elementi familiari del proprio ecosistema prodotto e trasferirli in contesti inaspettati, generando curiosità e condivisione spontanea. Il gelato Xiaomi in versione Standard, Pro e Max si inserisce perfettamente in questa logica, trasformando un semplice dessert da mensa in un potenziale fenomeno mediatico.
Resta da capire se l’esperimento resterà confinato tra le mura del campus cinese o se in futuro potrebbe assumere una dimensione più ampia. Per il momento, l’unica certezza è che nella caffetteria della sede Xiaomi è possibile scegliere il proprio gelato con la stessa logica con cui si sceglie uno smartphone: partendo dalla base e salendo fino alla configurazione massima, biscotti inclusi.