Le prossime settimane si preannunciano pesanti per Xbox, con una serie di licenziamenti pronti a partire dal 6 luglio 2026 che potrebbero portare alla chiusura di Arkane Studios e alla cancellazione del gioco su Blade, in lavorazione dalla fine del 2023. Microsoft sta valutando mosse drastiche e, mettendo insieme quanto emerso finora, sembra che ben cinque studi rischino la chiusura o la vendita già dalla prossima settimana. Nella lista compaiono Compulsion Games, Double Fine, Ninja Theory, Undead Labs e appunto Arkane.
Del gioco dedicato a Blade, targato Marvel, non si hanno notizie concrete da oltre due anni. C’era una certa attesa silenziosa attorno a quel progetto, eppure adesso pare che il titolo sia andato fuori budget e stia accumulando ritardi. Non stupisce quindi che Microsoft stia esplorando la possibilità di cedere Arkane, con un approccio simile a quello ipotizzato per gli altri quattro studi finiti sotto la lente.
L’intera divisione Xbox si sta preparando al colpo dopo un promemoria firmato dalla nuova amministratrice delegata Asha Sharma e dal Chief Content Officer Matt Booty. Il tono era tutt’altro che rassicurante. “Ci siamo ritrovati troppo estesi. D’ora in poi, questo non può continuare”, si legge nel messaggio. I membri del sindacato Xbox rappresentati dalla CWA hanno espresso delusione e frustrazione verso i vertici Microsoft, chiedendo trattative in buona fede e maggiore trasparenza prima che i licenziamenti diventino realtà.
Chi è Arkane e cosa lascerebbe dietro di sé
Arkane Studios è conosciuta soprattutto come Arkane Lyon, la squadra dietro la serie Dishonored e Deathloop. Un team apprezzato per le sue esperienze stealth in prima persona, curatissime e ambientate in scenari dallo stile inconfondibile. Non è la prima volta che Microsoft mette mano a questo gruppo. Nel 2024 aveva già chiuso lo studio gemello Arkane Austin, quello di Prey e del più sfortunato Redfall, dentro un’altra tornata di tagli e chiusure che aveva scosso il settore.
All’epoca il co direttore creativo di Arkane Lyon, Dinga Bakaba, aveva affidato ai social un messaggio duro e sentito. “Questo è assolutamente terribile. Permesso di essere umano. A qualsiasi dirigente stia leggendo, un promemoria amichevole. I videogiochi sono un’industria culturale e di intrattenimento, e il vostro compito come azienda è prendervi cura dei vostri artisti e aiutarli a creare valore per voi. Non gettateci in scommesse da febbre dell’oro, non usateci come capri espiatori per errori di calcolo, non trasformate i nostri ambienti di lavoro in giungle darwiniane. Dite che vi rendiamo orgogliosi quando facciamo un buon gioco. Rendeteci orgogliosi voi quando i tempi sono duri. Sappiamo che potete, l’abbiamo già visto”.
Un settore che non smette di perdere posti di lavoro
Il mercato dei videogiochi ha visto sparire circa 14.600 posti di lavoro nel 2024, dopo i già drammatici 10.500 del 2023. Numeri che pesano, soprattutto se accostati agli enormi investimenti degli ultimi anni. Microsoft ha chiuso nel 2023 l’acquisizione di Activision Blizzard King per 69 miliardi di dollari, la più grande della storia dell’industria, dopo aver comprato ZeniMax, e quindi anche Arkane, per 7,5 miliardi nel 2021.
A gennaio 2024 erano arrivati i primi 1.900 tagli tra Xbox, Activision, Blizzard e ZeniMax, seguiti dalla chiusura di Arkane Austin e Alpha Dog Games, dalla cessione di Tango Gameworks e da altri 650 licenziamenti. Nell’estate del 2025 un altro terremoto, con 9.000 dipendenti lasciati a casa nell’intera azienda.
I licenziamenti Xbox del 2026 sembrano aver già toccato IO Interactive, lo studio di Hitman e 007 First Light, che stava lavorando a un gioco fantasy con Xbox come editore. IOI ha annunciato la fine del rapporto con “un partner esterno” e la conseguente riduzione del personale. Va meglio invece a Kojima Productions, il cui titolo OD, pubblicato da Xbox, non risulterà coinvolto dalla nuova ondata di tagli.