Xbox ha vissuto un mese di maggio sorprendente nel Regno Unito, con un balzo nelle vendite che ha quasi azzerato il distacco dalla rivale di sempre. Numeri che arrivano in un momento delicato, perché proprio adesso, con Asha Sharma alla guida della divisione gaming di Microsoft (oggi chiamata semplicemente Xbox), è tornato vivo il dibattito su quanto contino davvero le esclusive per spingere la vendita delle console.
Per anni il colosso di Redmond non ha puntato molto su quel meccanismo, sfruttato da tempo immemore nel settore. La nuova CEO, però, ha messo le cose in chiaro: è pronta a rimettere tutto in discussione, a patto che ci siano dati concreti a sostegno. E qualche dato interessante è arrivato proprio nelle scorse ore, direttamente dal mercato britannico.
Numeri che raccontano una storia diversa
Le vendite di Xbox Series X e Series S nel Regno Unito sono cresciute del 12% nel mese di maggio. Una crescita che, di fatto, ha ridotto quasi a zero il divario con PlayStation 5. E non capita spesso, anzi quasi mai, che Microsoft riesca a vendere (quasi) tante console quanto Sony.
Sulle cause precise non ci sono certezze assolute. Però due fattori principali emergono con una certa chiarezza. Il primo è quasi banale nella sua evidenza: nello stesso periodo le vendite di PlayStation 5 sono letteralmente crollate, addirittura del 50% rispetto al mese precedente. Alla fine Sony è riuscita a piazzare appena 400 unità in più rispetto a Microsoft. Un margine risicatissimo, di quelli che fanno notizia proprio perché insoliti.
Un tracollo difficile da spiegare
Capire il perché di questo crollo di PlayStation 5 è curioso, perché in parte risulta semplice e in parte no. Gli aumenti di prezzo legati alla crisi dei chip di memoria pesano, così come il fatto che si tratti di una console arrivata ormai a fine ciclo, con una nuova generazione che si intravede all’orizzonte. Tutto torna, almeno sulla carta.
Il problema è che gli stessi identici fattori valgono pure per le Xbox. Stesso ciclo vitale avanzato, stessa pressione sui componenti, stesso scenario di mercato. Eppure i risultati sono andati in direzioni opposte. Ed è qui che la spiegazione si complica, perché se le condizioni di partenza sono le stesse, qualcosa deve aver fatto la differenza sul fronte Microsoft.
Su questo punto la fonte non si sbilancia, non indica una causa certa per il sorpasso mancato di pochissimo. Ma il dato resta lì, concreto: una crescita del 12% per Xbox in un mese in cui la concorrente ha perso la metà del suo volume di vendite. Per una divisione che negli ultimi anni ha faticato a tenere il passo, è un segnale che vale la pena registrare, soprattutto alla luce del nuovo corso voluto da Asha Sharma.