Le misure correttive di X accettate dalla Commissione europea segnano un passaggio importante nell’applicazione del Digital Services Act, la normativa che regola le grandi piattaforme online in Europa. L’azienda guidata da Elon Musk si è impegnata a introdurre nove interventi per rispettare gli obblighi legati alla trasparenza sulle inserzioni pubblicitarie e all’accesso ai dati da parte dei ricercatori. In questo modo evita, almeno su questi due fronti, ulteriori sanzioni. Restano invece in sospeso i rimedi comunicati a metà marzo riguardo alla spunta blu, per i quali non ci sono ancora aggiornamenti.
Cosa cambia dopo l’indagine europea
Il percorso parte da lontano. L’indagine era stata avviata il 18 dicembre 2023 e, una volta conclusa, la Commissione aveva confermato tre violazioni ben precise. La prima riguardava il design ingannevole della spunta blu, quella che identifica gli utenti verificati. La seconda la mancanza di trasparenza sulle inserzioni pubblicitarie. La terza l’impossibilità per i ricercatori di accedere ai dati pubblici del social network. Il conto presentato a X era stato salato, una sanzione da 120 milioni di euro.
La società ha risposto presentando ricorso al Tribunale generale dell’Unione europea. Nel frattempo, però, deve comunque muoversi. Senza l’attuazione dei rimedi rischierebbe sanzioni giornaliere, quindi il margine di manovra è ridotto. Ieri sera la Commissione ha fatto sapere di aver accolto gli impegni presentati su due dei tre punti contestati, lasciando fuori proprio la questione della spunta blu.
Le nove misure che X dovrà applicare
Sul fronte della trasparenza pubblicitaria, gli interventi previsti sono concreti. X migliorerà la funzione di ricerca del repository degli annunci aggiungendo nuovi filtri, ad esempio quelli basati sul contenuto delle inserzioni e sui criteri di targeting. I risultati saranno mostrati direttamente nell’interfaccia del repository e non più su file Excel separati. Cambierà anche la velocità di risposta, che passerà dai 200 secondi attuali al minimo tecnicamente raggiungibile. Verranno poi fornite informazioni più complete sugli annunci, incluso il contenuto integrale e gli URL verso cui reindirizzano gli utenti. Infine sarà possibile accedere al repository tramite API.
Il secondo blocco di misure riguarda l’accesso ai dati pubblici da parte della comunità scientifica. X rivedrà il processo di screening delle domande dei ricercatori, così da evitare che chi ha i requisiti venga escluso per errore. L’accesso ai dati sarà gratuito per i ricercatori idonei, con tempi più rapidi e volumi adeguati. La piattaforma si impegna a ridurre in modo significativo i tempi di trattamento delle richieste, tagliando gli scambi inutili con chi presenta domanda. E non è tutto, perché saranno aggiornati anche i termini e le condizioni per dichiarare in modo esplicito che i ricercatori idonei possono effettuare lo scraping dei dati disponibili al pubblico.
Ora la palla passa alla pratica. X ha sei mesi di tempo per mettere a terra tutti questi rimedi correttivi. Sarà poi la Commissione europea a verificare che gli impegni vengano davvero rispettati, con controlli mirati sui risultati ottenuti.