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WoW Souls, la mod che porta Dark Souls in World of Warcraft

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Portare il combattimento di Dark Souls dentro World of Warcraft sembrava fino a poco tempo fa un’idea da forum, una di quelle fantasie che nascono e muoiono in una discussione a tarda notte. Il modder Jabe Games invece l’ha presa sul serio e ci sta lavorando con WoW Souls, un prototipo per giocatore singolo che innesta il sistema di lotta di Dark Souls Remastered in una versione non ufficiale del celebre MMORPG di Blizzard.

Questa settimana l’autore ha pubblicato due video che mostrano il progetto in azione nella Northshire Valley, la zona di partenza della razza umana in World of Warcraft. Un dettaglio curioso riguarda i file di gioco perché il prototipo non ne contiene nessuno. Si limita a leggere le installazioni già presenti sul computer dell’utente, cioè World of Warcraft 1.12 e Dark Souls Remastered, e da lì costruisce la sua esperienza ibrida.

Wow Souls: un client scritto da zero che non contiene nulla di Blizzard

WoW Souls gira su benilla, un client open source basato sulla versione 1.12 di WoW e scritto completamente da zero in Rust e Bevy, sviluppato con il contributo di Claude. Proprio questa collaborazione con un modello di intelligenza artificiale rende il lavoro un nuovo esempio di modding assistito dall’IA, sulla scia della famosa mod che ha fatto incontrare l’Uomo Ragno con le meccaniche di Batman Arkham. L’aspetto forse più rilevante però è un altro. Benilla, e di conseguenza anche WoW Souls, non include alcun contenuto di proprietà di Blizzard, una scelta che potrebbe mettere l’iniziativa al riparo da eventuali segnalazioni per violazione del copyright tramite DMCA.

Nel secondo filmato, quello più recente, Jabe Games ha citato anche Everwood, un fork di benilla pensato per dare una bella rinfrescata alla resa grafica del gioco. Gli interventi toccano parecchi ambiti, dall’illuminazione alle ombre, passando per cielo, nebbia e atmosfera, senza dimenticare acqua, post elaborazione, meteo e vegetazione. Un lavoro che punta a rendere più moderno un mondo nato parecchi anni fa.

Capriole, stamina e corsa verso il cadavere come nei Souls

Il cuore dell’operazione resta comunque il combattimento Soulslike. Il personaggio utilizza il set di mosse della spada dritta preso da Dark Souls Remastered. Gli attacchi leggeri assegnati a R1 concatenano tre colpi, R2 scatena un fendente pesante e una pressione leggera subito dopo una capriola avvia l’attacco in rotolata. Animazioni e tempistiche arrivano direttamente dai dati del titolo originale, e lo stesso vale per i consumi di stamina e per i moltiplicatori di danno. Anche la schivata sfrutta l’animazione della capriola di Dark Souls Remastered, completa dei suoi frame di invulnerabilità e del root motion, ovvero lo spostamento del personaggio guidato dall’animazione stessa.

La telecamera ruota attorno al protagonista proprio come accade nei Souls e il sistema di aggancio la tiene puntata sul bersaglio mentre il giocatore si sposta lateralmente o arretra attorno all’avversario. Ogni colpo andato a segno congela l’immagine per un istante e mostra i numeri del danno sopra la barra della salute del nemico, restituendo quella sensazione di impatto che in World of Warcraft non si è mai vista in questa forma.

Poi c’è la morte, gestita nel modo più classico per chi conosce la serie. Quando il personaggio cade, le anime che portava con sé restano accanto al cadavere nel punto della sconfitta. Il protagonista di WoW Souls ricompare quindi nella vicina abbazia e deve tornare di corsa sul posto per recuperarle.

Fonte: TecnoAndroid

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