Dal 17 giugno 2025, per molti clienti WindTre finirà un capitolo della telefonia iniziato nel lontano 2014. Si tratta del giorno fissato per l’entrata in vigore della nuova rimodulazione che sancisce l’addio al piano Wind1, ovvero una vecchia tariffa a consumo ormai fuori commercio da anni. La comunicazione ufficiale è arrivata il 15 maggio. Il cambio coinvolgerà alcuni clienti ricaricabili che ancora utilizzano Wind1, un piano lanciato inizialmente sotto il marchio Wind in linea con le normative europee dell’epoca.
Recesso senza penali: come difendersi dalla rimodulazione di WindTre
La nuova tariffa Easy sostituirà Wind1, portando con sé una serie di aumenti nei costi a consumo. Per le chiamate sarà previsto un prezzo di 30 centesimi al minuto, accompagnato da uno scatto alla risposta di 20 centesimi. Ciò significa che, anche solo per pochi secondi di conversazione, il costo minimo sarà di 50centesimi. La tariffazione sarà a scatti anticipati di 60 secondi. Gli SMS inviati costeranno 30centesimi ciascuno, mentre per ogni MMS il prezzo sarà di 50cent. Resta invariato il costo della navigazione internet a consumo. Ossia 24 centesimi per ogni megabyte utilizzato, esattamente come con Wind1. Il nuovo piano manterrà alcuni servizi gratuiti, come il messaggio “Ti ho cercato” e l’accesso alla segreteria telefonica, senza alcun canone mensile.
WindTre ha motivato la modifica con la necessità di garantire la sostenibilità economica degli investimenti e assicurare la qualità dei servizi. In ogni caso, la legge tutela i clienti da cambi unilaterali delle condizioni. Infatti chi non accetta la nuova offerta può recedere senza costi entro 60 giorni dalla ricezione dell’SMS informativo.
Le modalità per recedere sono numerose. Si può inviare una PEC all’indirizzo ufficiale, spedire una raccomandata, recarsi in un punto vendita, telefonare al numero 159 o compilare un modulo online. Chi ha attivo un contratto con rate per dispositivi potrà decidere se saldare subito o mantenere la rateizzazione. Insomma, questo passaggio obbligato alla tariffa Easy mette definitivamente la parola fine a una delle ultime offerte più vecchie della telefonia italiana.