Un bug di Windows 11 può divorare fino a 500 GB di spazio sul disco senza che l’utente ne abbia alcuna colpa, e la cosa curiosa è che non c’entra nulla con la quantità di file o applicazioni installate. Chi si ritrova con la memoria stranamente piena potrebbe essere finito nella trappola di un errore di sistema che gonfia un singolo file fino a proporzioni assurde. Il problema è passato quasi inosservato per mesi, nascosto tra le righe di un aggiornamento che pochi si sono presi la briga di leggere fino in fondo.
Cosa succede davvero dietro le quinte
Tutto ruota attorno a una riga sepolta nelle note di rilascio dell’aggiornamento KB5095093. Recita più o meno così: questo intervento migliora l’utilizzo dello spazio su disco per il file CapabilityAccessManager.db-wal. A prima vista sembra roba da tecnici, un dettaglio insignificante. In realtà è la spia di un difetto che può riempire il disco a poco a poco, fino a saturarlo del tutto. Il colpevole è il servizio Capability Access Manager, quello che in Windows gestisce i permessi delle applicazioni, decidendo per esempio se un programma può usare microfono o fotocamera. Il file incriminato, in condizioni normali, dovrebbe occupare appena qualche MB. Su alcuni computer, invece, arriva a pesare diverse centinaia di GB. In certi casi arriva a occupare l’intero spazio disponibile, con conseguenze pesanti sulle prestazioni della macchina, che rallenta vistosamente.
Come capire se il problema riguarda anche voi
Il guaio è che il metodo classico non serve a niente. Aprire le impostazioni di Windows e controllare la lista delle app che occupano spazio, seguendo il percorso Sistema poi Archiviazione, non svela un bel niente. Quella schermata mostra soltanto se il disco è pieno oppure no, ma non indica quale cartella stia mangiandosi tutti quei gigabyte. La strada più semplice è affidarsi a un programma esterno come TreeSize, WinDirStat oppure WizTree, tra i più apprezzati per tenere sotto controllo la salute del PC. Basta lanciare una ricerca dei file più grandi e vedere se CapabilityAccessManager.db-wal compare tra questi. Se pesa svariati GB, il verdetto è chiaro: il bug ha colpito.
In alternativa c’è la via del Prompt dei comandi, da aprire con i diritti di amministratore, digitando questa istruzione:
robocopy “C:ProgramDataMicrosoftWindowsCapabilityAccessManager” “%TEMP%CAMCheck” /L /B /R:0 /W:0 /BYTES /NP
La soluzione e cosa non fare assolutamente
A quanto pare il problema si trascina da un bel po’, visto che le prime segnalazioni risalgono a circa un anno fa. Microsoft lo ha riconosciuto in modo indiretto, correggendolo con una patch già disponibile nell’aggiornamento opzionale di giugno 2026. La distribuzione su larga scala, per tutti gli utenti, arriverà però con il Patch Tuesday di luglio.
Chi vuole muoversi in anticipo può installare l’aggiornamento opzionale cercando il pacchetto KB5095093 dentro Windows Update, alla voce Opzioni avanzate e poi Aggiornamenti facoltativi. Una raccomandazione vale più di tutte: chi è stato colpito dal bug deve evitare interventi improvvisati sul file, come cancellarlo di netto, e non deve nemmeno tentare di disinstallare il Capability Access Manager. Mosse del genere rischiano solo di generare altri errori, peggiorando una situazione già scomoda.