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Windows 10, patch di sicurezza gratis fino a ottobre 2027

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Gli aggiornamenti di sicurezza gratuiti per Windows 10 non si fermano più a ottobre 2026. A giugno 2026 Microsoft ha ufficializzato una proroga di un anno che sposta la scadenza al 12 ottobre 2027. La novità vale anche per gli utenti privati italiani, a patto di aderire al programma Extended Security Updates (ESU). Riguarda milioni di PC che usano ancora il vecchio sistema operativo, nonostante il supporto ordinario sia terminato il 14 ottobre 2025. Molti computer perfettamente funzionanti non rispettano i requisiti di Windows 11, altri ospitano applicazioni professionali difficili da rimpiazzare. In tanti casi, poi, comprare una macchina nuova non sarebbe giustificato.

Chi si è già iscritto non deve fare nulla, perché la proroga si applica in automatico. Non servono nuove licenze né pacchetti da installare a mano. Chi invece non ha ancora aderito può farlo adesso, dato che la registrazione resta aperta fino alla fine del programma. Le condizioni previste per i consumatori dello Spazio economico europeo comprendono anche l’Italia. Non c’è quindi nessun abbonamento da sottoscrivere né l’obbligo di passare a Windows 11.

Le condizioni per ricevere le patch gratis

All’inizio Microsoft prevedeva diverse strade per accedere agli aggiornamenti estesi. Tra queste c’erano una quota di registrazione, i punti Microsoft Rewards o la sincronizzazione delle impostazioni con Windows Backup. Le regole europee e le contestazioni delle associazioni dei consumatori hanno spinto Redmond a cambiare rotta. Oggi in Italia non serve attivare il backup su OneDrive e nemmeno spendere i punti Rewards.

Resta un solo vincolo, cioè l’account Microsoft. Bisogna usarne uno con privilegi di amministratore e continuare ad accedere a Windows con lo stesso profilo usato per l’iscrizione. Il sistema effettua controlli periodici. Se l’accesso con quell’account si interrompe, il PC può perdere l’idoneità dopo un massimo di 60 giorni e la registrazione va ripetuta.

Chi preferisce restare su un account locale ha un’alternativa a pagamento, con una cifra una tantum di circa 26 euro più le eventuali imposte. Serve comunque un’autenticazione iniziale con l’account Microsoft a cui resta legata la licenza, ma poi non è più necessario usarlo per entrare in Windows. Esiste anche lo script di terze parti ConsumerESU, non supportato ufficialmente. Tramite PowerShell forza l’iscrizione anche con un account locale e aggira alcuni controlli regionali.

Come iscriversi e cosa cambia per le aziende

Prima di tutto conviene controllare la versione installata premendo Windows+R e digitando winver. Deve comparire Windows 10 versione 22H2, l’ultima release principale distribuita nell’ottobre 2022, con gli aggiornamenti necessari già applicati. Sono ammesse le edizioni Home, Pro, Pro Education e Pro for Workstations. Tra i prerequisiti figura anche il pacchetto di preparazione delle licenze KB5126256.

La procedura passa da Impostazioni, Aggiornamento e sicurezza e infine Windows Update. Sui PC idonei compare il collegamento per l’iscrizione. Basta selezionare “Iscriviti ora” e seguire la procedura guidata. Una sola licenza ESU consumer copre fino a 10 dispositivi, purché ciascuno rispetti i requisiti e venga aggiunto con lo stesso account.

Se il collegamento non compare, le cause più comuni sono tre. La release può essere precedente alla 22H2, possono esserci aggiornamenti in sospeso da completare con un riavvio oppure si sta usando un profilo standard senza permessi amministrativi. Restano esclusi i computer uniti a un dominio Active Directory, quelli collegati a Microsoft Entra ID, quelli gestiti tramite MDM e quelli configurati in modalità kiosk. Un dispositivo semplicemente registrato in Microsoft Entra può invece risultare idoneo.

La gratuità riguarda soltanto gli utenti domestici. Le imprese devono passare dal programma ESU commerciale, che arriva fino a ottobre 2028 con costi crescenti. Il prezzo di riferimento è di circa 52 euro per dispositivo il primo anno, sale a circa 105 euro il secondo e tocca circa 210 euro il terzo. I prezzi effettivi possono però variare in base ai canali di vendita. Le licenze sono cumulative, quindi chi entra direttamente al secondo anno paga anche il primo. Per una società con 100 postazioni significa circa 5.200 euro nel primo anno e circa 10.500 euro nel secondo.

Dopo il 12 ottobre 2027 Windows 10 continuerà comunque ad avviarsi e a far funzionare programmi e periferiche compatibili. Le vulnerabilità scoperte in seguito nel kernel o nello stack di rete potrebbero però restare senza correzione. Firewall, antivirus e account senza privilegi amministrativi riducono alcuni rischi, ma non sostituiscono gli aggiornamenti di sicurezza del sistema operativo.

Fonte: TecnoAndroid

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