Widow’s Bay è probabilmente la cosa migliore arrivata su Apple TV da parecchio tempo, e va detto subito senza troppi giri di parole. Certo, c’è sempre qualcuno pronto a giurare che ogni nuova serie del catalogo sia un capolavoro assoluto. Ma stavolta il discorso cambia, perché chi non sta guardando questa serie si sta perdendo davvero qualcosa di grosso.
Una decina di anni fa è arrivata la decisione di affrontare la maggior parte di film e serie alla cieca. A volte basta una locandina per restare agganciati, e da lì in poi scatta l’istinto di evitare qualsiasi altra informazione fino al momento della visione. Con Widow’s Bay purtroppo non è andata così. Trattandosi di una serie targata Apple, è stato inevitabile imbattersi in un paio di teaser e farsi un’idea, seppur vaga, prima ancora del debutto.
E a essere onesti, quella prima impressione non era granché. I teaser ricordavano una vecchia riflessione sentita tempo fa in un podcast, quando si parlava di Star Wars. Il concetto, più o meno, era questo: ovvio che tutto in Star Wars sia inventato, ma a un certo punto sembrava che le cose venissero buttate dentro solo per spremere il franchise, non perché ci fosse davvero una storia nuova da raccontare.
Widow’s Bay: perché vale la pena dargli una possibilità
Questa sensazione, negli ultimi anni, si è fatta sempre più concreta. E non solo con Star Wars. Sembra ormai evidente che gran parte dei servizi di streaming accumuli storie a caso, poco interessanti, giusto per tenere abbonati gli utenti. Quantità al posto della qualità. Stessa impressione data dalla locandina e da uno dei teaser di Widow’s Bay, motivo per cui la visione è stata rimandata per qualche settimana dopo l’uscita.
Poi, circa un mese dopo il debutto, è arrivata la decisione di provarci comunque. E le aspettative sono state ribaltate completamente. Tutto, in questa serie, funziona alla grande. Il consiglio è quasi quello di smettere di leggere qui e trovare il tempo per guardarne almeno un paio di episodi. Ma per chi vuole sapere di cosa parla: immaginate cosa succederebbe se Stephen King decidesse di scrivere un capolavoro nato dalla fusione tra le prime stagioni di Lost e gli episodi migliori di Parks and Recreation e The Office. Se suona ridicolo, la colpa è di chi prova a descriverlo.
Un genere impossibile da incasellare
Definire il genere di Widow’s Bay è quasi una missione persa. Horror comedy suona spento, ma è esattamente quello che è. Le risate sono venute spontanee, tante quante guardando un episodio qualsiasi di Ted Lasso, mentre allo stesso tempo la storia e la mitologia della serie tengono incollati, con quella tensione costante che non molla mai.
Ogni attore centra il bersaglio. Tanto vale saltare la gara per il miglior attore non protagonista ai prossimi Emmy e consegnare direttamente il premio a Hamish Linklater, visto in The Big Short. E magari fare lo stesso con Matthew Rhys di The Post e Kate O’Flynn di Happy-Go-Lucky, ciascuno nelle rispettive categorie.
Non capitava da un po’, forse dai tempi di Severance, che una prima stagione riuscisse a costruire un universo così affascinante ed elettrizzante in così poco tempo. E anche se la serie dovesse prendere una piega sbagliata e rovinare il finale di stagione, resterebbe comunque la prima stagione più sicura di sé, sorprendente e maledettamente divertente mai uscita su Apple TV.
Apple TV è disponibile a 12,99 euro al mese e propone serie e film di successo come Severance, The Studio, The Morning Show, Shrinking e Silo.