Waymo ha cominciato a far salire i primi passeggeri a bordo di Ojai, il suo nuovo robotaxi, nelle aree di San Francisco, Los Angeles e Phoenix. Per un periodo limitato le corse saranno gratuite, una mossa che serve a far conoscere il mezzo e a raccogliere dati reali. La cosa interessante è che Ojai non è un’auto normale trasformata in veicolo a guida autonoma. È il primo modello progettato da zero proprio per il servizio robotaxi dell’azienda, e questo cambia parecchio le carte in tavola.
Fino a oggi la flotta era nata da modelli di serie, presi e poi riempiti di sensori, lidar, radar, telecamere e sistemi di calcolo dedicati. Con questo nuovo veicolo l’approccio si ribalta. Ojai viene pensato direttamente per trasportare persone senza conducente, con dimensioni più vicine a quelle di un van compatto e un abitacolo studiato per offrire spazio e comodità. Una scelta diversa rispetto a quella di Tesla, che con Cybercab aveva mostrato qualcosa di molto più piccolo e minimalista. Qui invece si punta sulla praticità di tutti i giorni: spazio per le gambe, posto per borse e oggetti personali, tre schermi dedicati ai passeggeri seduti dietro e porte di ricarica a disposizione.
Meno sensori, costi più bassi e la sesta generazione di Waymo Driver
A costruire materialmente Ojai è il produttore cinese Zeekr. Il veicolo viene poi equipaggiato con l’hardware per la guida autonoma nello stabilimento che Waymo ha in Arizona. Ed è proprio qui che entra in gioco la sesta generazione del sistema Waymo Driver, la piattaforma fatta di software e hardware che gestisce tutta la parte di guida senza conducente.
Il salto generazionale ha portato un risultato concreto: meno sensori a bordo. Le telecamere scendono da 29 a 13, e cala anche il numero di unità lidar e radar. Grazie a questa semplificazione, Waymo sarebbe riuscita a portare il costo del pacchetto necessario per mettere su strada un Ojai sotto i 18.000 euro. Non solo risparmio, però. La nuova versione del sistema dovrebbe anche migliorare il comportamento in condizioni meteo complicate, comprese le città dove cade la neve, da sempre uno dei nodi più difficili per la guida autonoma.
L’arrivo di questo robotaxi capita in un momento di forte crescita per l’azienda. Oggi Waymo offre corse autonome in 11 grandi città statunitensi e ha superato i 20 milioni di viaggi senza conducente, numeri che raccontano quanto il servizio si sia esteso negli ultimi tempi. Il lancio, però, arriva anche dopo qualche grattacapo sul piano operativo. All’inizio del mese, per esempio, il servizio è stato sospeso temporaneamente in due città perché alcuni veicoli continuavano a infilarsi in strade allagate. La vicenda ha portato pure al richiamo di circa 4.000 auto. E non è la prima volta che ci sono critiche: in passato alcuni mezzi erano finiti sotto accusa per comportamenti poco sicuri vicino agli scuolabus.