Il Gruppo Volkswagen ha deciso di ridurre drasticamente il numero di auto in vendita, e non si tratta di una voce di corridoio. Dopo settimane in cui si è parlato di ipotetici tagli al personale e della chiusura di stabilimenti in Germania, adesso i vertici hanno messo nero su bianco i punti principali del loro piano. La parola d’ordine è una sola: meno modelli. E riguarda tutti, dal marchio principale fino ai brand del gruppo.
Il consiglio di amministrazione ha presentato al consiglio di sorveglianza un pacchetto piuttosto corposo, fatto di 12 iniziative e di quella che viene chiamata la visione-obiettivo 2030. In sostanza vogliono un’azienda più solida, più veloce e più efficiente, in un mercato globale che non fa sconti a nessuno. Le prime misure, tra l’altro, sono già state avviate. Non è una promessa lontana nel tempo, insomma, ma qualcosa che ha già iniziato a muoversi.
Come cambierà l’offerta del Gruppo
Il cuore della strategia sta tutto in un numero. La gamma verrà razionalizzata progressivamente fino al 50%, concentrandosi sui segmenti di mercato considerati più interessanti. Non solo: anche la complessità dell’offerta verrà tagliata pesantemente. Il numero di possibili opzioni di allestimento, per fare un esempio, potrebbe ridursi fino al 75%. Chi era abituato a configurare la propria auto con decine di varianti dovrà farsene una ragione.
C’è poi il capitolo tecnologia. Piattaforme, architetture elettroniche e ambienti software verranno armonizzati e organizzati in base alle esigenze dell’emisfero occidentale e di quello orientale. L’idea è sfruttare al massimo le sinergie interne, eliminare i doppioni e mantenere la leadership tecnologica. Meno strutture parallele, più efficienza. Un discorso che vale, ancora una volta, per tutti i marchi.
E la produzione? Anche qui si cambia. Il Gruppo punta a un livello di circa 9 milioni di unità all’anno, in linea con la domanda reale. Per capire la portata della cosa basta un confronto: prima del Covid l’azienda aveva investito per una capacità di circa 12 milioni di veicoli. Due milioni di unità sono già stati tagliati, e altri interventi arriveranno sia in Cina che in Europa. In parallelo verranno resi più snelli anche lo sviluppo e le funzioni indirette.
Quali auto spariranno dal listino
Al momento è complicato stilare una lista precisa dei modelli destinati al pensionamento. Qualche certezza però c’è già. Touareg e Touran sono in uscita, così come la T-Roc cabrio, che chiuderà i battenti nel 2027. In casa Audi il ridimensionamento è già cominciato da un pezzo: addio recente alla A1 e al crossover compatto Q2, dopo aver già salutato TT, R8 e Q8 e-tron negli anni scorsi.
Anche Porsche ha fatto la sua parte. Le 718 Boxster e Cayman sono state ritirate dal mercato lo scorso ottobre, anche se torneranno in versione elettrica. E la produzione della Macan a benzina si fermerà entro la fine di questo mese. Un ridisegno complessivo, quindi, che tocca ogni angolo del gruppo e che nei prossimi anni cambierà parecchio il volto dei concessionari.