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Con quel muso che richiama senza troppi giri di parole lo storico microbus, Volkswagen ID Buzz resta uno dei veicoli per famiglie più riconoscibili in circolazione, ma le vendite non sono mai decollate davvero, in particolare sul mercato degli Stati Uniti. Nonostante questo il monovolume elettrico avrà un futuro. Il CEO del marchio Thomas Schäfer ha infatti confermato che la nuova generazione di ID Buzz è già in lavorazione, con l’obiettivo dichiarato di sistemare tutto ciò che non funziona nel modello attuale.
La notizia arriva in un momento delicato, perché il Gruppo Volkswagen ha in programma di tagliare metà dei propri modelli entro il 2035 e in molti temevano che il van retrofuturistico potesse finire tra le vittime eccellenti. La versione di serie era stata presentata nel 2022, cinque anni dopo il concept del 2017. Ad aprile 2026 la casa tedesca ha annunciato per l’Europa una serie di aggiornamenti con un nuovo sistema di infotainment, la funzione vehicle to load e i tasti fisici sul volante, anche se i discussi cursori a sfioramento sono rimasti al loro posto.
In Nord America il modello è arrivato a metà 2023 come anno modello 2025, poi ha saltato il 2026 e il 2027 e dovrebbe tornare nel 2028 con le novità già viste in Europa e la presa di ricarica NACS. Un restyling più corposo potrebbe allungarne la carriera fino al prossimo decennio, ma intanto a Wolfsburg si guarda già oltre. Intervistato durante il Salone di Parigi 2026, Schäfer ha detto senza mezzi termini che ci stanno lavorando e che il prossimo modello abbandonerà l’attuale architettura MEB per passare alla più moderna piattaforma SSP, la Scalable Systems Platform.
Prezzo più basso e tecnologia più avanzata
Secondo il numero uno di Volkswagen, ID Buzz è un’icona e gli americani lo apprezzano parecchio, nonostante numeri di vendita lontani dalle attese iniziali. Schäfer ha però riconosciuto che il minivan elettrico poggia su una base di costi sbagliata e che con i listini attuali è difficile raggiungere volumi importanti. Per questo una delle priorità sarà renderlo più economico, sfruttando batterie al litio fosfato e altri accorgimenti per contenere le spese che verranno introdotti gradualmente. Oltre che più accessibile, il futuro van sarà anche più evoluto. La base modulare SSP, che dovrebbe esordire su ID Touareg prima della fine del decennio, porterà su tutta la gamma del marchio autonomie maggiori e ricariche più rapide, a tutto vantaggio di un mezzo pensato per l’uso quotidiano. Oggi la versione a passo lungo con batteria da 86 kWh arriva al massimo a 234 miglia di autonomia secondo il ciclo EPA, circa 377 km.
Uno stile nuovo
Per vedere il nuovo modello bisognerà con ogni probabilità aspettare il periodo successivo al 2030, ma il responsabile del design del gruppo Andreas Mindt ha già lasciato intendere qualcosa sulla direzione stilistica. E la strada non sarà per forza quella del revival. Mindt ha spiegato di non voler ripetere sempre lo stesso disegno, perché a suo dire quella è una via senza uscita, già sperimentata con il New Beetle quando dopo un paio di generazioni il pubblico si è stancato. Il minivan potrebbe quindi adottare un look del tutto inedito invece di limitarsi a evolvere il tema attuale.
Il designer ha aggiunto che i furgoni tendono ad assomigliarsi tutti, con un van bianco identico all’altro, mentre ID Buzz è uno di quelli interessanti, e ha promesso che anche il prossimo lo sarà. I valori chiave dello stile Volkswagen, ha detto, sono stabilità, simpatia e un ingrediente segreto, che su questo modello serve in abbondanza.
Interni rivisti e nomi storici
Dentro l’abitacolo è lecito aspettarsi le soluzioni già viste sulle elettriche più recenti del marchio, forse ancora prima della nuova generazione se arriverà un aggiornamento di metà carriera consistente. Si parla di comandi fisici del clima, di un quadro strumenti digitale più grande con grafiche ispirate ai vecchi strumenti e di materiali più curati, mentre resterebbero i sedili modulari e i numerosi vani portaoggetti. Ad agosto 2026 Volkswagen ha svelato ID Buzz California, destinato a rappresentare la variante elettrica nella famiglia dei camper in crescita.
La versione GTX a due motori da 335 cavalli potrebbe invece lasciare il posto a una variante con il marchio GTI. Sul nome del futuro microbus la casa ha già indicato la direzione con ID Polo, ID Cross, ID Tiguan e il prossimo ID Golf, che recuperano denominazioni familiari. Schäfer ha precisato che non tutti i nomi del passato verranno riutilizzati ma che è necessario appoggiarsi alle icone, perché è proprio questo a distinguere Volkswagen dai marchi nuovi senza storia, con un riferimento neanche troppo velato ai costruttori cinesi.
Fonte: TecnoAndroid


