Le SIM Vodafone prepagate rimaste ancorate ai vecchi sistemi dell’operatore hanno ufficialmente i giorni contati, e chi possiede una di queste numerazioni dovrebbe sbrigarsi a sistemare la situazione prima che sia troppo tardi. Fastweb, che dal 1° gennaio 2026 ha incorporato Vodafone Italia (il marchio Vodafone resta in licenza fino al 2029), ha mandato in questi giorni una serie di SMS per avvisare gli ultimi clienti coinvolti: la loro scheda verrà spenta in modo definitivo entro il 30 giugno 2026. Niente proroghe, niente vie di mezzo.
Perché queste SIM vengono disattivate
A dire il vero non si tratta di una sorpresa caduta dal cielo. La dismissione dei vecchi sistemi era già stata annunciata a settembre 2025, e le prime disattivazioni erano partite dal 15 dicembre dello stesso anno. La novità vera, adesso, è che c’è una data limite ben precisa. E il numero di schede ancora attive su quei sistemi ormai datati è davvero piccolo: si parla di circa 3.000 SIM mobili prepagate, una manciata se confrontata con la base clienti complessiva.
Il motivo tecnico è abbastanza semplice da spiegare. Queste schede sono rimaste appese ai vecchi sistemi informatici dell’operatore e non potevano essere trasferite sulla nuova piattaforma NEXT. Tradotto: l’unica strada percorribile è spegnerle. Il testo dell’SMS che sta arrivando in questi giorni non lascia margini di interpretazione: “entro il 30/06/2026 la tua numerazione mobile sarà cessata”. Chiaro, diretto, senza giri di parole.
Cosa fare per non perdere il numero
Chi riceve questo messaggio ha sostanzialmente due strade davanti, entrambe da percorrere entro 30 giorni dalla disattivazione della vecchia scheda. La prima è recarsi in un negozio Vodafone e attivare una nuova offerta mobile sul sistema NEXT. La seconda è chiedere la portabilità verso un altro operatore, mantenendo così il proprio numero ma cambiando gestore.
C’è anche una piccola nota a favore di chi sceglie di restare. Per le SIM vocali prepagate, infatti, è previsto un rimborso del costo di attivazione e della prima mensilità dell’offerta scelta, oltre all’eventuale normalizzazione del bundle, sempre entro 30 giorni dal passaggio sul nuovo sistema. Un modo per ammorbidire un po’ il fastidio del cambio forzato.
Attenzione a un dettaglio non banale: se la SIM non funziona già adesso, prima di mettersi in cammino verso il negozio bisogna contattare il Servizio Clienti 190 e chiedere la normalizzazione della scheda. Solo dopo questo passaggio si potrà procedere con la nuova attivazione. Saltare questo step significherebbe trovarsi davanti a un muro.
Il punto da tenere a mente è uno solo: chi non muove un dito entro i termini perderà il proprio numero in via definitiva, senza nessuna possibilità di recupero. I trenta giorni di margine sono ragionevoli, certo, ma la scadenza del 30 giugno non è poi così lontana. Per chi ha già ricevuto l’SMS, o lo riceverà nelle prossime settimane, rimandare non è proprio una buona idea.