Il nuovo VivoWatch 6 Plus di ASUS è stato uno dei protagonisti del Computex 2026 di Taipei, e racconta bene la direzione che l’azienda taiwanese ha deciso di prendere. Più salute, più dati, più intelligenza artificiale al servizio del benessere quotidiano. Come spesso accade durante quello che è di fatto lo show di casa, ASUS ha portato sul palco una valanga di prodotti, ma lo smartwatch è quello che cattura più attenzione perché segna uno spostamento netto verso il settore healthcare.
Cosa cambia nel VivoWatch 6 Plus
La tendenza è ormai chiara in tutto il settore: i grandi produttori puntano sempre più sul monitoraggio dei parametri vitali, e ASUS non fa eccezione. Il fitness resta nel pacchetto, certo, ma adesso si affianca a tecnologie di rilevamento molto più precise e diffuse, con l’intelligenza artificiale a fare da collante.
Sul fronte estetico e costruttivo i passi avanti rispetto ai modelli precedenti sono concreti. Il display cresce, passando da 1,39 a 1,43 pollici, e cambiano anche i materiali, decisamente più ricercati. Si parla di vetro zaffiro a proteggere lo schermo e di una lega di titanio per la cassa, due scelte che alzano l’asticella sia in termini di resistenza che di percezione di qualità.
Capitolo sensori. A quelli che ormai conosciamo bene, come ECG, monitoraggio della pressione sanguigna e rilevamento di diversi parametri fisiologici, se ne aggiungono due nuovi che vale la pena segnalare. Da un lato l’analisi della respirazione durante il sonno, dall’altro il tracking dell’andatura mentre si cammina. Dettagli che, messi insieme, restituiscono un quadro molto più dettagliato di quello che il corpo fa durante la giornata.
Una strategia più ampia sul fronte salute
Il VivoWatch 6 Plus da solo non racconta tutta la storia. È piuttosto un pezzo di un disegno più grande che ASUS ha portato al Computex proprio in ambito sanitario. Tra le novità spicca una nuova piattaforma dedicata, dove gli agenti AI potranno analizzare i dati raccolti, interpretarli e perfino intervenire in tempo reale a seconda di ciò che ritengono utile fare.
L’idea di fondo, in sostanza, è raccogliere informazioni più approfondite sullo stato di salute generale di chi indossa il dispositivo. Non solo una fotografia del momento, ma anche la capacità di individuare variazioni nel tempo, offrendo così una visione più completa delle condizioni fisiche dell’utente. Un approccio che mette al centro il dato continuo, più che il singolo controllo isolato.
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