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Il COVID è di nuovo in aumento nel Regno Unito e sta guadagnando terreno anche in 19 stati americani, in concomitanza con la diffusione della variante XFG, conosciuta anche con il soprannome di Stratus. Sul versante britannico il quadro è piuttosto netto, perché nelle ultime settimane sono cresciuti sia i ricoveri sia i decessi. Oltreoceano invece la fotografia è meno uniforme e cambia parecchio da un territorio all’altro. Due Paesi e due andamenti diversi, legati però dallo stesso filo conduttore, cioè la circolazione di questo nuovo ceppo del virus.
Il punto di partenza è proprio la variante. XFG e Stratus indicano la stessa cosa, la prima è la sigla tecnica e la seconda è il nome più semplice da ricordare e da usare nel linguaggio di tutti i giorni. Dare un soprannome alle varianti è un’abitudine ormai diffusa perché aiuta a seguire le notizie senza perdersi tra lettere e numeri. Nel caso di Stratus l’attenzione nasce dal fatto che la sua espansione coincide con l’aumento dei contagi registrato in più aree, sulle due sponde dell’Atlantico.
Variante Stratus, COVID: Regno Unito, crescono ricoveri e decessi
Nel Regno Unito la tendenza delle ultime settimane va in una direzione precisa. I numeri dei ricoveri in ospedale sono saliti e lo stesso vale per i decessi collegati al virus. Si tratta di due indicatori che vengono osservati con particolare cura perché raccontano qualcosa in più rispetto al semplice conteggio dei casi positivi. Quando aumentano le persone che hanno bisogno di cure ospedaliere, infatti, significa che il virus sta circolando abbastanza da avere un impatto concreto sul sistema sanitario e sulla salute della popolazione più esposta.
Il fatto che entrambi i valori siano in crescita nello stesso periodo rende il quadro britannico più leggibile rispetto a quello americano. Non c’è un andamento a macchia di leopardo, ma una spinta che riguarda il Paese nel suo complesso e che si inserisce nella fase di diffusione della variante XFG.
Stati Uniti, un quadro a più velocità
Negli Stati Uniti la situazione è decisamente più variegata. Il virus risulta in crescita in 19 stati, un numero che fa capire come l’aumento non sia generalizzato ma riguardi una parte consistente del territorio. In altre zone l’andamento è diverso e non segue lo stesso ritmo. Questa disomogeneità è tipica di un Paese così vasto, dove le dinamiche locali possono cambiare molto da uno stato all’altro.
Il confronto con il Regno Unito aiuta a inquadrare meglio la fase attuale. Da una parte c’è una nazione in cui l’aumento dei ricoveri e dei decessi descrive una tendenza chiara. Dall’altra c’è un mosaico di situazioni in cui la crescita si concentra in alcuni territori mentre altri restano su livelli differenti. In entrambi i casi la protagonista è sempre la stessa, ovvero la variante Stratus, che si sta diffondendo e accompagna la nuova ondata di contagi registrata nelle ultime settimane.
Per chi segue l’evoluzione della pandemia i dati che contano di più restano quelli legati alla pressione sugli ospedali e alla mortalità, gli stessi che nel Regno Unito hanno già mostrato un incremento. Negli Stati Uniti, intanto, il COVID continua ad aumentare in 19 stati mentre XFG prosegue la sua diffusione.
Fonte: TecnoAndroid








