Il vaccino contro il morbillo continua a essere al centro di un problema che non accenna a rientrare, né in Europa né in Italia. L’allarme più recente porta la firma congiunta di Commissione europea, Organizzazione mondiale della sanità e Unicef. Le coperture vaccinali stanno calando e i casi di malattie che sarebbero facilmente prevenibili crescono in modo preoccupante. Il morbillo, in questo scenario, è il caso emblematico. Nel 2024 sono stati registrati oltre 35mila casi in Europa, di cui circa 30mila nella sola Romania, che detiene le coperture più basse dell’intero continente.
Contagi in Europa: numeri che fanno riflettere
Mettendo per un attimo da parte la situazione romena, i dati dell’Annual Epidemiological Report pubblicato dall’Ecdc (European Centre for Disease Prevention and Control) raccontano comunque una tendenza netta. Nelle 30 nazioni del mercato unico europeo, i casi di morbillo sono passati dai 956 del 2020 ai 4.520 del 2024. In pratica, i contagi si sono quintuplicati. La Romania, con i suoi 30.692 casi, ha un’incidenza impressionante: 1.610,7 individui contagiati per ogni milione di residenti. Numeri fuori scala, se paragonati al secondo paese in classifica, l’Austria, dove l’incidenza si ferma a 59,5 per milione. Seguono il Belgio con 44,9 e l’Irlanda con 39,6. L’Italia occupa il sesto posto con 17,9 casi per milione, ma attenzione: con 1.057 contagi totali, è al secondo posto in termini assoluti.
Perché tutto questo accade? La risposta sta proprio nel calo della copertura del vaccino contro il morbillo. Secondo l’Ecdc, nel 2024 la copertura a 24 mesi nei 30 paesi europei ha raggiunto il 93,9%, leggermente sotto il 94,2% dell’anno precedente. L’obiettivo resta il 95%, una soglia che ancora sfugge alla maggior parte dei paesi. La situazione si aggrava quando si guarda alle seconde dosi, quelle somministrate tra i 5 e i 6 anni di età. Come spiega Fabrizio Pregliasco, professore di Igiene all’Università degli Studi di Milano, il richiamo serve a migliorare l’intensità e la durata della protezione offerta dalla prima dose. Non rispettare il calendario vaccinale significa accumulare soggetti non immuni, che poi facilitano l’estensione delle epidemie. Esattamente quello che è successo in Romania.
La situazione italiana: prima dose quasi in regola, seconda dose in affanno
Dal report dell’Ecdc emerge che solo quattro nazioni hanno raggiunto la soglia del 95% per il richiamo del vaccino contro il morbillo nel 2024. L’Italia non è tra queste. Nel nostro paese, appena l’85% dei bambini ha effettuato la seconda dose. Se si guarda ai dati del 2023, l’Ungheria spicca con il 99% di copertura per il richiamo. Anche Slovacchia, Portogallo e Malta hanno centrato l’obiettivo. Nel resto d’Europa, dalla Norvegia e Austria (94%) alla Romania (62%), il traguardo non è stato raggiunto.
Per capire meglio cosa succede in Italia, vale la pena guardare i dati del ministero della Salute. Nel 2024, la copertura nazionale per la prima dose era al 94,77%, con Lombardia, Trentino, Veneto, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Basilicata oltre il 95%. Un quadro quasi rassicurante, se non fosse che sulla seconda dose la situazione cambia radicalmente. La copertura relativa ai nati nel 2017 si ferma all’84,45%, e nessuna regione raggiunge il 95%. Si va dal 94,3% dell’Umbria al 67,9% della Sicilia.
Il confronto con il 2019 rende il quadro ancora più chiaro. In buona parte delle regioni italiane il tasso di copertura è calato. Lombardia e Basilicata rappresentano eccezioni positive, con un aumento di due punti percentuali sulla seconda dose. In direzione opposta vanno la Campania, dove la copertura è scesa di 7,1 punti, il Lazio con un calo di 7,6 punti e la Sicilia, che ha perso addirittura 13,5 punti percentuali.