Una beluga che si guarda allo specchio e capisce di star guardando se stessa: il dato arriva da una ricerca che, almeno per un esemplare, dimostra il superamento del cosiddetto test dello specchio. Un risultato che fa rumore, perché tocca un tema delicato come l’autoconsapevolezza negli animali, una qualità che fino a poco tempo fa sembrava riservata a pochissime specie.
Cosa significa superare il test dello specchio
Per decenni questo esperimento è stato considerato uno dei metodi più affidabili per capire se un animale possiede una qualche forma di coscienza di sé. Il principio è semplice, almeno sulla carta. Quando un esemplare si trova davanti al proprio riflesso, gli scienziati osservano la reazione. Se l’animale tratta l’immagine come fosse un altro individuo, allora non sta capendo. Se invece comincia a usare lo specchio per esplorare parti del corpo che normalmente non riuscirebbe a vedere, allora scatta qualcosa di diverso.
Riconoscersi nel riflesso vuol dire comprendere che quell’immagine rappresenta se stessi e non un estraneo. Sembra una sfumatura da poco, ma è un salto enorme dal punto di vista cognitivo. Significa avere una rappresentazione mentale del proprio io, una capacità che gli esseri umani sviluppano da bambini e che a lungo si è creduto appartenesse solo a noi e a una manciata di altre creature, come alcune grandi scimmie.
Perché il risultato della beluga sorprende
Il fatto che almeno una balena beluga abbia mostrato questo comportamento aggiunge un tassello interessante al discorso sull’intelligenza animale. I cetacei sono da tempo sotto la lente degli studiosi proprio per le loro capacità sociali e comunicative, ma trovare prove concrete di autoriconoscimento allo specchio non è affatto banale.
Questo tipo di esperimento, applicato a un animale marino di grandi dimensioni, porta con sé difficoltà pratiche niente male. Eppure i segnali raccolti puntano nella stessa direzione: davanti al proprio riflesso, l’esemplare ha reagito in un modo che lascia pensare a una vera e propria consapevolezza di sé. Non un riflesso da scambiare per un compagno, ma un’immagine riconosciuta come propria.
Il test dello specchio resta uno strumento prezioso per indagare la mente degli animali, anche se negli anni non sono mancate le critiche sulla sua reale affidabilità. Alcune specie, infatti, si affidano più all’olfatto o all’udito che alla vista, e questo può falsare i risultati. Per le beluga, però, il riconoscimento visivo sembra aver funzionato, aprendo una finestra su quanto possa essere sofisticata la loro percezione del mondo.