UberX sbarca per la prima volta in Italia e lo fa partendo dalla Calabria, con tariffe che promettono di arrivare fino al 50% in meno rispetto a quelto che oggi gli utenti italiani pagano sulla piattaforma. Una mossa che ha un peso, perché parliamo del servizio che rappresenta il vero cuore del business globale di Uber, quello con driver professionisti, e che fino a oggi nel nostro Paese non si era mai visto.
La cosa interessante è il modo in cui nasce tutto. Non un lancio commerciale qualsiasi, ma una collaborazione diretta tra Uber e la Regione Calabria. E il dettaglio che salta subito all’occhio riguarda i prezzi, pensati per un territorio dove muoversi è sempre stata una faccenda complicata. Resta però il punto da chiarire, ovvero le cifre concrete, visto che Uber Black, già attivo in Italia, in certi casi arriva a costare anche due o tre volte più di un taxi.
Dove parte il servizio e come si espanderà
Da oggi UberX è operativo nelle aree di Catanzaro e dell’Aeroporto Internazionale di Lamezia Terme. Da lì in poi si va avanti per tappe: Cosenza entro il 15 luglio, Reggio Calabria entro il 15 agosto, con l’idea di coprire pian piano tutta la regione nei mesi a seguire. Un’espansione graduale, insomma, che mette la Calabria nella posizione di prima regione italiana ad avere questo tipo di servizio.
Sul funzionamento non cambia granché rispetto a quello che già conoscono gli utenti di altre città. Prezzo visibile prima di confermare la corsa, tracciamento del percorso in tempo reale e i soliti standard di sicurezza della piattaforma. C’è però un aspetto che merita attenzione: gli autisti sono operatori NCC autorizzati già presenti sul territorio, in diversi casi gente che lavorava già con Uber alle tariffe tutt’altro che popolari di cui si diceva prima. E qui sta la curiosità, perché altrove nel mondo questa versione del servizio è pensata per le persone comuni che vogliono guadagnare con la propria auto, non per realtà strutturate.
Un progetto pilota più che un lancio
Davide Archetti, General Manager di Uber Italia, ha messo le cose in chiaro. “Più che il lancio di un nuovo servizio, UberX in Calabria rappresenta un progetto pilota che mostra come sia possibile offrire nuove opportunità di spostamento, valorizzare il ruolo degli operatori professionali e mettere l’innovazione al servizio delle comunità locali. Un’esperienza che potrebbe contribuire ad aprire la strada a nuove soluzioni per la mobilità anche in altre aree del Paese.”
L’espressione da tenere a mente è proprio “progetto pilota”. Uber e la Regione stanno di fatto scommettendo che un modello con tariffe più accessibili possa funzionare lì dove il trasporto tradizionale arranca, e che i numeri raccolti possano poi giustificare un allargamento ad altre zone del Paese. C’è ancora da capire con quali prezzi e con quale strategia questo UberX italiano proverà a piazzarsi. L’augurio è che non punti troppo in alto, così da non pestare i piedi al servizio taxi.