La cessione di Sparkle da parte di TIM ha ottenuto il semaforo verde dalla Commissione dell’Unione Europea. L’annuncio è arrivato il 13 aprile 2026 e riguarda il passaggio del controllo della società, attiva nello sviluppo di reti in fibra ottica per clienti wholesale a livello internazionale, al Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) e a Retelit. Un passaggio atteso da tempo, che ha attraversato più di un intoppo burocratico prima di arrivare a questo punto.
Per capire il contesto, bisogna tornare indietro di un anno. Il 14 aprile 2025, TIM e Boost BidCo, veicolo controllato dal MEF e partecipato da Retelit, avevano firmato l’accordo per la cessione di Sparkle. Alla base c’era l’offerta presentata da MEF e Retelit, approvata dal CdA di TIM il 12 febbraio 2025, che aveva fissato un enterprise value di Sparkle pari a 700 milioni di euro. Il prezzo della cessione sarà proprio pari a quell’enterprise value, rettificato in base al valore dell’indebitamento netto e del capitale circolante di Sparkle al momento del closing. L’accordo prevede anche la sottoscrizione di un contratto tra TIM e Sparkle per regolare i servizi che le due società continueranno a prestarsi reciprocamente una volta completata l’operazione.
Inizialmente il perfezionamento della cessione di Sparkle era atteso entro la fine del 2025. Non è andata così. TIM aveva spiegato che il closing è slittato al secondo trimestre del 2026. Quindi entro fine giugno 2026, a causa di ritardi nell’ottenimento delle autorizzazioni da parte degli Stati Uniti d’America e dell’UE. Sul fronte europeo, l’operazione relativa a TI Sparkle è stata notificata nuovamente all’Antitrust UE a marzo 2026 (caso M.11992), dopo che erano state apportate delle modifiche alla richiesta di autorizzazione.
Cessione di Sparkle: nessuna preoccupazione sulla concorrenza
La decisione dell’Antitrust UE, presa il 10 aprile 2026 e resa nota nelle ore successive, ha quindi sbloccato la situazione. La Commissione UE ha autorizzato, ai sensi del regolamento europeo sulle concentrazioni, l’acquisizione del controllo congiunto di TI Sparkle da parte del MEF e di Retelit.
Come specificato dalla Commissione, l’operazione riguarda principalmente le stazioni di approdo dei cavi sottomarini e le relative attività di backhaul. E qui arriva il punto più rilevante dal punto di vista regolatorio. La Commissione dell’UE ha concluso che l’operazione notificata non solleva preoccupazioni sotto il profilo della concorrenza, definendo il suo impatto come “limitato” sui mercati in cui operano le società coinvolte.
Più nel dettaglio, la Commissione europea ha constatato che su tutti i mercati in cui le attività delle parti si sovrappongono orizzontalmente, le quote di mercato combinate rimarrebbero moderate. Sul mercato, inoltre, resterebbero diversi fornitori alternativi validi. La Commissione UE ha anche concluso che l’entità risultante dalla concentrazione non avrebbe la capacità o l’incentivo di precludere i fornitori concorrenti di attività di backhauling.
L’operazione notificata è stata esaminata nell’ambito della normale procedura di controllo delle concentrazioni.