Chi apre un nuovo account TikTok potrebbe imbattersi molto spesso in contenuti creati con strumenti di intelligenza artificiale. A suggerirlo è una recente analisi condotta da Kapwing, piattaforma specializzata nell’editing video, che ha esaminato migliaia di contenuti pubblicati sul social network.
I risultati mostrano una presenza particolarmente elevata di quello che viene definito “AI slop”, ovvero materiale generato artificialmente e considerato di bassa qualità o poco originale.
TikTok supera YouTube nella quantità di contenuti AI
Lo studio ha preso in esame oltre 10.000 video appartenenti a 20 categorie differenti presenti sulla piattaforma. In una seconda fase, i ricercatori hanno creato un nuovo account e analizzato i primi 500 video mostrati nella sezione For You.
Secondo i dati raccolti, il 59% dei contenuti proposti da TikTok a un profilo appena registrato rientrerebbe nella categoria AI slop. Nel medesimo test effettuato sugli Shorts di YouTube, la percentuale si sarebbe fermata al 21%.
In termini numerici, su 500 video analizzati, ben 294 sono stati classificati come contenuti generati dall’intelligenza artificiale, contro i 104 rilevati sulla piattaforma di Google.
I contenuti per bambini sono i più colpiti
L’aspetto che emerge con maggiore forza riguarda i video destinati ai più piccoli. Nella categoria Kids, il 57% dei contenuti esaminati è stato classificato come AI slop.
Alcuni hashtag mostrano percentuali ancora più elevate. Tra questi figurano #cartoonkids con il 97%, mentre #cartoons e #babysong raggiungono entrambi l’83%. Anche #forkids presenta una quota molto alta, pari al 79%.
Le categorie dedicate a scienza, educazione, salute e storia registrano valori compresi tra il 33% e il 35%. In questi casi vengono spesso utilizzati narratori sintetici e immagini generate automaticamente al posto di persone reali davanti alla videocamera.
Situazione opposta per moda, musica e fitness, dove la presenza fisica dei creator continua a essere centrale. In queste categorie i contenuti generati dall’IA rappresentano appena l’1-2% del totale.