Chi segue con attenzione lo sviluppo di The Blood of Dawnwalker ha un motivo in più per tenere d’occhio il nuovo action RPG di Rebel Wolves. Il creative director Mateusz Tomaszkiewicz ha confermato che nel gioco sarà possibile intraprendere relazioni amorose. Una scelta che lo studio ha voluto fortemente portare avanti nonostante le particolari caratteristiche dell’esperienza e i vincoli che ne derivano.
“L’elemento romance è presente”, ha dichiarato Tomaszkiewicz, sottolineando che naturalmente sarà il giocatore a decidere se dedicarsi o meno a queste relazioni. La cosa interessante è che tutte le linee narrative legate al romance sono state costruite su misura. Ciò significa scrittura di alta qualità e interazioni curate nel dettaglio. Non si tratta insomma di un elemento buttato dentro tanto per fare, ma di qualcosa di pensato con una certa ambizione narrativa.
C’è però un aspetto che rende la faccenda più sfumata e, se vogliamo, più intrigante. In The Blood of Dawnwalker la campagna si sviluppa nell’arco di trenta giorni e trenta notti, durante i quali il protagonista Coen deve salvare la propria famiglia. Il tempo, quindi, è una risorsa limitata. E Tomaszkiewicz non lo nasconde: “Se state cercando di ottimizzare al massimo il tempo, forse dedicarsi alle missioni romantiche potrebbe non essere la scelta più sensata per Coen.” Una dichiarazione onesta, che lascia intendere come il gioco imponga delle scelte reali su come investire le proprie ore di gioco.
Un elemento voluto fortemente dallo studio
Le relazioni amorose non rappresentano il focus principale del gioco, questo è stato detto chiaramente. Eppure Tomaszkiewicz ha aggiunto che lui e il resto del team volevano assolutamente inserirle. La motivazione è duplice. Da un lato, lo studio ritiene che molti giocatori cerchino proprio questo tipo di contenuto nei giochi di ruolo. Dall’altro, il romance diventa un’ulteriore dimensione attraverso cui approfondire il personaggio di Coen, dandogli più spessore e rendendo l’esperienza complessiva più stratificata.
Questo approccio si inserisce in un quadro più ampio. The Blood of Dawnwalker punta a consegnare un’esperienza coinvolgente, ricca e spettacolare, sostenuta da un open world corposo e da un comparto narrativo che non si affida a semplificazioni banali. Niente distinzione netta fra buoni e cattivi, per intendersi, ma qualcosa di più articolato e ambiguo. La presenza del romance aggiunge un’ulteriore sfaccettatura a questo impianto, confermando la volontà di Rebel Wolves di offrire qualcosa che vada oltre la superficie.
Tempo limitato, scelte concrete
La struttura a tempo di The Blood of Dawnwalker crea un meccanismo interessante. Ogni attività ha un costo in termini di giorni e notti disponibili. Le missioni romantiche esistono, sono curate e ben scritte, ma richiedono tempo che potrebbe essere speso altrove. Questo significa che chi vuole esplorare ogni aspetto del gioco dovrà fare i conti con il fatto che non tutto può essere completato in una singola run, oppure dovrà accettare compromessi sulle priorità di Coen. Rebel Wolves sembra aver costruito un sistema in cui le scelte pesano davvero, e il romance è parte integrante di questa filosofia.