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La NASA ha deciso di rivolgersi al settore privato per provare a salvare il telescopio spaziale Hubble, uno degli strumenti scientifici più noti mai messi in orbita. L’agenzia spaziale americana ha invitato le aziende a presentare soluzioni concrete per il futuro dell’osservatorio, che senza alcun intervento potrebbe rientrare nell’atmosfera terrestre già a partire dal 2032. Per un progetto di queste dimensioni si tratta di una scadenza piuttosto vicina, e il fatto che la richiesta arrivi adesso dice molto sull’urgenza della questione.
Le indicazioni contenute nell’appello sono abbastanza precise. Le proposte dovranno mostrare un modo per riportare Hubble ad almeno 600 km di quota, così da allontanarlo dal pericolo di una discesa verso il pianeta. Accanto a questo obiettivo compare anche quello della manutenzione, cioè la possibilità di intervenire direttamente sul telescopio per mantenerlo operativo più a lungo. Sono due operazioni diverse ma strettamente legate tra loro, perché alzare l’orbita senza occuparsi dello stato dello strumento avrebbe un senso limitato.
Le strade sul tavolo per salvare Hubble
Gli scenari previsti dalla NASA sono in sostanza due. Il primo è quello che tutti sperano di vedere realizzato e prevede di rialzare l’orbita dell’osservatorio ed effettuare gli interventi necessari per tenerlo in funzione. Una soluzione del genere permetterebbe a Hubble di continuare a lavorare ancora per diverso tempo, allontanando lo spettro del 2032 come data limite.
Il secondo scenario viene indicato dall’agenzia come l’ultima possibilità. In questo caso l’obiettivo non sarebbe più quello di salvare il telescopio ma di gestirne la fine nel modo più sicuro, garantendo un rientro controllato nell’atmosfera. In pratica, se non si riuscisse a riportarlo alla quota indicata, bisognerebbe almeno evitare che la discesa avvenga senza alcun tipo di guida. La scelta di coinvolgere il settore privato passa attraverso una richiesta aperta di idee. Le aziende interessate potranno quindi avanzare le proprie proposte su come affrontare l’una o l’altra strada, mettendo a disposizione competenze e tecnologie per un’operazione che riguarda uno dei simboli dell’esplorazione spaziale.
Il conto alla rovescia verso il 2032
Il punto centrale dell’intera vicenda resta la data. Senza interventi il telescopio spaziale Hubble potrebbe iniziare a rientrare nell’atmosfera già dal 2032, e quel “già” indica che si tratta del primo momento utile in cui il problema potrebbe concretizzarsi. Le tempistiche, insomma, non lasciano molto margine a chi dovrà progettare e realizzare una missione di questo tipo.
Proprio per questo l’iniziativa della NASA assume un peso particolare. Chiedere aiuto alle aziende private in questa fase significa aprire la porta a soluzioni che potrebbero arrivare da fuori, anziché affidarsi esclusivamente alle risorse interne dell’agenzia. Le proposte che arriveranno dovranno confrontarsi con gli stessi due obiettivi fissati fin dall’inizio.
Da una parte c’è quindi la speranza di riportare Hubble ad almeno 600 km di quota ed effettuare la manutenzione necessaria per prolungarne l’attività. Dall’altra, come soluzione estrema, la necessità di assicurare un rientro controllato del telescopio nel caso in cui non fosse possibile salvarlo.
Fonte: TecnoAndroid


