Per anni è rimasto una leggenda tra gli appassionati di tecnologia. Un dispositivo Google con nome in codice Needlefish che, a differenza dei Pixel 4 e 4 XL, non ha mai visto la luce del mercato. Ora, nuove immagini trapelate da fonti vicine a Google permettono finalmente di svelarne alcuni dettagli. Il dispositivo appare come una variante del Pixel 4 XL. Con una costruzione quasi identica all’esterno. Ma con differenze tecniche sostanziali. È dotato di batteria da 3800 mAh (contro i 3700 mAh del modello XL). E di una scocca con accesso posteriore. Il needlefish quindi integra componenti mai visti su altri Pixel di quell’epoca.
Needlefish è un Pixel nato per colmare un vuoto nel 5G, ma troppo in anticipo sui tempi
All’interno spicca la presenza di antenne mmWave per il 5G e un modem Snapdragon X55. Che è affiancato a un processore Snapdragon 855. Una combinazione rara, all’epoca adottata solo da pochi dispositivi di fascia altissima. Come ad esempio il OnePlus 7T Pro 5G McLaren Edition. Il Needlefish viene identificato nella schermata fastboot come “U3”. Mentre i Pixel 4 e 4 XL avevano le sigle “F2” e “C2”. Un altro elemento sorprendente è la presenza di 8 GB di RAM, superiori ai 6 GB dei modelli commercializzati. Tutti questi indizi indicano che il progetto fosse molto più di un semplice test interno. Ma non abbastanza avanzato da essere finalizzato per il lancio.
Per capire perché Google abbia investito risorse nello sviluppo del Needlefish, bisogna risalire ai primi, turbolenti anni del 5G. Nel 2019, mentre il modem Snapdragon X50 era poco più che un banco di prova, Qualcomm stava preparando l’X55, il primo chip 5G davvero maturo. Google, che non aveva ancora portato sul mercato dispositivi compatibili con il nuovo standard, si trovava in ritardo. Il Needlefish doveva essere una soluzione ponte. Un Pixel 4 XL riconvertito, con il solo scopo di testare la connettività 5G in anticipo rispetto ai concorrenti.
Ma il modem X55 arrivò troppo tardi, e il passaggio diretto allo Snapdragon 765, con modem integrato, rese il progetto obsoleto ancora prima del lancio. Il fatto che il Needlefish sia rimasto fermo alla fase EVT1.4 — ben prima della validazione finale — suggerisce che Google sapesse fin dall’inizio che non sarebbe mai stato commercializzato. Rimane però un affascinante tassello nella storia dei Pixel e della transizione verso il 5G.