C’è stato un momento piuttosto surreale nell’ultima puntata di America’s Got Talent. Sul palco non c’erano ballerini, né acrobati, né cantanti dal passato complicato. C’erano cinque… robot. Gialli. A forma di cane. Sì, proprio loro: gli Spot di Boston Dynamics.
Boston Dynamics e la danza dei robot Spot
Appena partono le prime note di “Don’t Stop Me Now” dei Queen, questi robot‑cane entrano in scena a passo deciso, perfettamente allineati. Cominciano a muoversi, a saltellare, a oscillare con quelle zampette da 32 chili come se avessero davvero il ritmo nel sangue (o nei circuiti). E quando alzano il “collo” per muovere il braccio meccanico a tempo, sembra quasi che stiano facendo il lip sync su Freddie Mercury. Una scena al limite tra il geniale e il disturbante.
La coreografia è impeccabile per un buon minuto e mezzo. Poi, come nei migliori imprevisti da palco, uno dei cinque perde l’equilibrio e cade. Ma niente panico: gli altri quattro ricalcolano la formazione in tempo reale e proseguono come se nulla fosse. Nessuno stop, nessuna interruzione. Solo un gruppo di robot che ballano meglio di molti umani alle feste aziendali.
Alla fine dell’esibizione, arriva anche il tocco teatrale: i quattro superstiti si alzano, guardano la giuria e pronunciano, tutti insieme, un sonoro “Sì”. E ovviamente il team di Boston Dynamics passa il turno.
Dietro a questo show non c’è solo l’effetto wow. C’è una tecnologia piuttosto seria. I robot Spot, infatti, nascono per compiti professionali: ispezioni, rilevamento di guasti, sicurezza in ambienti ostili. Oggi se ne contano oltre 1.500 in tutto il mondo, impiegati là dove l’essere umano non può o non dovrebbe arrivare. E costano pure: circa 75.000 euro l’uno.
La danza è stata programmata con Choreographer, un software sviluppato proprio da Boston Dynamics che permette di creare routine anche complesse con una semplice interfaccia drag-and-drop. Niente improvvisazione, però. Ogni movimento, ogni angolazione, ogni passo dev’essere specificato in modo dettagliato. I robot non inventano. Ma se tutto funziona, funziona alla perfezione.
E forse è proprio questa la parte più impressionante: vedere un robot che non solo balla, ma si rialza quando qualcuno cade. Anche solo per questo, un “sì” se lo sono meritato.