Le azioni di SpaceX stanno scivolando verso il basso, e chi aveva storto il naso davanti alla valutazione dell’esordio in borsa può togliersi qualche soddisfazione. Il debutto era arrivato con squilli di tromba, di quelli che fanno pensare a un colpo storico. Poi la realtà ha bussato alla porta. Dopo un avvio brillante, che per qualche giorno aveva spinto l’azienda su livelli paragonabili a colossi come Amazon e Microsoft, adesso il titolo sta imboccando una discesa lenta ma piuttosto evidente.
Il momento non è dei migliori. Il valore per azione è tornato intorno ai EUR 118, poco più di 125 euro, praticamente in linea con il prezzo fissato durante l’IPO di giugno. Un ritorno alle origini che pesa, soprattutto considerando che nelle settimane precedenti la quotazione aveva superato quota EUR 175, circa 185 euro. In mezzo, settimane di ribasso costante che hanno raffreddato l’entusiasmo di chi aveva scommesso su una corsa senza freni.
Perché il destino del titolo passa da Starship
Il prezzo di SpaceX non dipende da un solo elemento, va detto. I razzi Falcon ormai sono una certezza, presenze fisse nei lanci commerciali, roba che funziona e continua a portare risultati concreti. Eppure il mercato guarda altrove. In questa fase il legame più stretto è con le aspettative attorno a Starship, il progetto su cui si concentrano speranze, timori e valutazioni degli investitori. È lì che si gioca la partita più delicata, ed è lì che ogni intoppo o rinvio finisce per riflettersi sul valore delle azioni.
C’è poi un altro fattore che amplifica tutto, quasi una lente d’ingrandimento sui movimenti del titolo. Solo una fetta minima delle azioni è davvero scambiabile sul mercato. Parliamo di appena il 4% del capitale disponibile alla contrattazione. Una quota così piccola rende il titolo particolarmente sensibile, capace di muoversi con oscillazioni brusche anche a fronte di scambi limitati. In pratica basta poco per far ballare il prezzo, e questo spiega buona parte della volatilità osservata nelle ultime settimane. Il ridimensionamento dell’euforia iniziale sembra insomma un processo già avviato. L’entusiasmo che aveva accompagnato la quotazione ha lasciato spazio a una lettura più cauta, forse più realistica, del valore dell’azienda. Gli analisti che avevano messo in guardia sulla valutazione elevata trovano oggi conferma nei numeri, con un titolo che ha ripiegato fin quasi al punto di partenza.
Il futuro delle azioni resta appeso a doppio filo alle prossime tappe di Starship, il vero indicatore su cui il mercato sembra aver deciso di puntare i riflettori. Ogni progresso o battuta d’arresto del programma peserà sulle quotazioni, in un contesto reso ancora più nervoso dalla scarsità di titoli effettivamente negoziabili.