Skeletor di Jared Leto promette di essere qualcosa di diverso dal solito cattivo da film fantasy, almeno stando alle parole del regista che lo ha diretto. Travis Knight, dietro la macchina da presa di Masters of the Universe, ha raccontato cosa aspettarsi dal villain interpretato dall’attore premio Oscar, e i termini che ha usato lasciano intendere una caratterizzazione tutt’altro che scontata.
Un cattivo che gioca su più registri
Le parole scelte da Knight per descrivere lo Skeletor di Leto sono curiose, quasi contraddittorie tra loro. Lo ha definito divertente, strano, spaventoso, ma anche, e qui sta il dettaglio più interessante, profondamente insicuro. Una combinazione che difficilmente si associa al classico signore del male, quello tutto risate maligne e proclami di conquista del mondo.
L’idea di un antagonista fragile sotto la corazza di minaccia non è nuova nel cinema, ma applicarla a un personaggio iconico come quello di Masters of the Universe aggiunge un livello di complessità che il pubblico forse non si aspetta. Skeletor, da sempre, è stato il simbolo del cattivo grottesco, con quel teschio al posto del volto e la voce roca. Vederlo riletto attraverso la lente dell’insicurezza potrebbe cambiare parecchio le carte in tavola.
La scelta di Jared Leto
Affidare un ruolo del genere a Jared Leto non è una decisione casuale. L’attore ha costruito buona parte della sua carriera proprio su personaggi al limite, figure disturbanti e imprevedibili che richiedono un certo coraggio interpretativo. La sua capacità di immergersi totalmente nei ruoli, a volte fino all’eccesso, sembra calzare a pennello con la visione di un Skeletor sfaccettato e umanamente vulnerabile.
Knight, dal canto suo, arriva da un percorso fatto soprattutto di animazione, con un’attenzione particolare ai dettagli e alla costruzione dei personaggi. Il suo approccio a Masters of the Universe potrebbe quindi privilegiare la profondità psicologica rispetto al semplice spettacolo, anche se ovviamente l’azione e l’epica non mancheranno in un progetto di questa portata.
Quello che emerge dalle dichiarazioni del regista è la volontà di non accontentarsi di un villain bidimensionale. Un cattivo che fa paura ma che, allo stesso tempo, nasconde delle crepe, delle debolezze, qualcosa di profondamente umano dietro la maschera. È un azzardo, certo, ma anche una scommessa che potrebbe ripagare se ben gestita. Il film porta sullo schermo uno degli universi più amati dagli appassionati di action figure e cartoni animati, un franchise che ha segnato l’immaginario di intere generazioni. La sfida di rendere giustizia a He-Man e al suo arcinemico è enorme, e le parole di Knight su Skeletor suggeriscono che il regista abbia le idee chiare su come affrontarla.