SK Hynix è entrata nel ristrettissimo club delle aziende che valgono più di mille miliardi di dollari, trascinata dall’onda lunga del boom dell’intelligenza artificiale. Il produttore sudcoreano di memorie ha chiuso una giornata di contrattazioni esplosiva, con un rialzo del 9,3% che ha portato la sua capitalizzazione di mercato a circa 1.680 mila miliardi di won, equivalenti a circa 1.030 miliardi di euro. Durante la seduta, il titolo aveva addirittura toccato picchi vicini al 15%. Un risultato che arriva a pochi giorni di distanza dal traguardo simile raggiunto da Samsung Electronics e dalla statunitense Micron Technology. Tutte e tre le aziende stanno cavalcando la stessa onda: la domanda impressionante di memorie ad alte prestazioni destinate ai server IA e ai chip sviluppati da società come NVIDIA.
Il mercato delle memorie esplode grazie ai chip per l’intelligenza artificiale
Dietro questa crescita c’è un meccanismo abbastanza chiaro. I data center dedicati all’intelligenza artificiale si stanno moltiplicando a ritmi forsennati, e con loro la fame di memorie avanzate, quelle indispensabili per far girare acceleratori e GPU di nuova generazione. Il problema è che la domanda ha superato di gran lunga la capacità produttiva disponibile. Secondo le stime degli analisti, i prezzi delle memorie sarebbero già raddoppiati nel primo trimestre del 2026 rispetto al periodo precedente. E non è finita: nel trimestre in corso gli aumenti potrebbero toccare il 63%, spinti dalla pressione che i grandi operatori IA esercitano sull’intero mercato globale dei semiconduttori.
La scarsità di offerta non riguarda solo chi costruisce infrastrutture per l’intelligenza artificiale. Anche altri settori tecnologici ne risentono, dagli smartphone ai notebook, passando per l’automotive, visto che condividono parte della stessa filiera produttiva delle memorie. Per i principali produttori del comparto, però, questa situazione si sta traducendo in ricavi e margini da record.
La Borsa sudcoreana vola, trainata da Samsung e SK Hynix
L’impatto di tutto questo si vede chiaramente anche sulla Borsa sudcoreana. Grazie soprattutto ai rialzi di Samsung e SK Hynix, l’indice KOSPI ha raggiunto nuovi massimi storici. A un certo punto della seduta è stato persino necessario attivare temporaneamente il meccanismo di sospensione automatica del trading algoritmico, quello che serve a frenare le oscillazioni troppo violente del mercato. Una misura che dà l’idea della febbre che sta attraversando il settore.
Con il rally delle ultime settimane, Samsung Electronics e SK Hynix rappresentano ormai circa la metà della capitalizzazione complessiva del KOSPI. L’indice sudcoreano viene considerato uno dei principali beneficiari della corsa globale all’IA, con una crescita del 95% dall’inizio dell’anno, dopo il +76% registrato nel 2025. Gli analisti, dal canto loro, continuano a rivedere al rialzo le stime sui titoli legati alle memorie. Alcune società finanziarie sudcoreane prevedono che la domanda resterà superiore all’offerta almeno fino al 2028, mantenendo i prezzi del settore su livelli elevati.
Anche gli investitori retail si stanno buttando nel comparto con decisione crescente. Negli Stati Uniti sono confluiti miliardi di euro nei nuovi ETF a leva collegati a Samsung e SK Hynix, mentre in Corea del Sud i nuovi ETF dedicati ai due produttori hanno debuttato con rialzi a doppia cifra. La forte volatilità del mercato rende evidente quanto il settore dei chip sia diventato centrale per gli investitori globali. Il valore delle aziende produttrici di memorie, ormai, non dipende più soltanto dal mercato consumer tradizionale, ma soprattutto dalla capacità di sostenere l’espansione dell’infrastruttura IA mondiale.