Vai al contenuto
Ultim'ora
News

Sinner, quarta bocciatura all’esame teorico della patente moto

Sinner continua a inciampare dove nessuno se lo aspetterebbe, cioè davanti a un foglio di quiz. Il numero uno del mondo, capace di dominare i tornei più importanti con una lucidità mentale fuori dal comune, ha rimediato la quarta bocciatura all’esame teorico della patente. Lo ha raccontato lui stesso, quasi divertito, durante la cena dei vincitori a Wimbledon. La cosa curiosa è che sul campo non sbaglia quasi nulla, mentre sui banchi dell’autoscuola qualche difficoltà evidentemente la trova.

Il campione altoatesino, nativo di San Candido, sta cercando di ottenere la patente per la moto a Monaco, dove vive. E a confermare che per lui questa prova è diventata un vero grattacapo ci ha pensato la sua insegnante di guida, Celine Gazzotti, che lavora in un’autoscuola del Principato. Il nodo, a quanto pare, sta tutto nei test scritti con le domande a risposta multipla. Un ostacolo particolarmente insidioso per uno che passa la vita ad allenarsi e a volare da un continente all’altro, con poco tempo materiale per mettersi a studiare il Codice della Strada.

Le parole dell’insegnante di guida

Al settimanale DiPiù, la Gazzotti ha spiegato il metodo che intende seguire. “Soltanto dopo avere superato la prova teorica affronteremo insieme le problematiche inerenti alle prove pratiche, quelle di guida, che tra l’altro qui a Monaco sono particolarmente complesse”. Per prepararsi, Jannik Sinner dovrà frequentare le lezioni all’autoscuola Georges di rue Grimaldi, la stessa scelta a suo tempo da un altro nome del tennis, Grigor Dimitrov.

Nel frattempo Jannik e Laila Hasanovic si muovono per Montecarlo su una Vespa rossa, di quelle guidabili con la normale patente dell’auto. E qui viene spontaneo chiedersi se anche per la macchina abbia faticato così tanto. La risposta, in realtà, è meno drammatica. La patente per l’auto l’ha presa qualche anno fa a un’autoscuola di Bressanone, in provincia di Bolzano, riuscendoci al secondo tentativo dopo otto errori al primo esame di teoria. Detto in altro modo, per lui vincere gli Slam è stato decisamente più semplice.

L’insegnante ha individuato anche il motivo di tutte queste bocciature. “Jannik ha sempre cercato di prepararsi da solo all’esame. Prima di venire da me era iscritto a un’altra autoscuola dove, però, non tenevano lezioni teoriche in aula. Si è sempre presentato all’esame studiando da privatista e secondo me è per quello che è sempre stato bocciato quattro volte”. La Gazzotti non promette miracoli, ma è convinta che studiando con lei le probabilità aumentino.

Come funziona l’esame a Monaco

L’esame per la patente della moto a Monaco, come nel resto della Francia, si divide in tre fasi. La prima, quella che Sinner non è riuscito a superare per ben quattro volte, si chiama examen théorique général. È una prova al computer con 40 quiz a risposta multipla sul Codice della Strada, e per passarla si possono commettere al massimo cinque errori.

La seconda fase porta il nome di le plateau ed è la prova di manovrabilità. Su un circuito chiuso, a bassa velocità, il candidato deve affrontare uno slalom, un percorso a forma di otto e schivare un ostacolo. Va superata per forza prima di poter mettere le ruote in strada. La terza e ultima parte prevede invece trenta minuti reali nel traffico di Monaco.

Per queste due prove pratiche, Jannik userà una Kawasaki da strada con motore da seicentocinquanta centimetri cubici. “Prima devo valutare a che punto è la sua preparazione e poi lo iscriverò all’esame. Mi dispiacerebbe se venisse bocciato per la quinta volta”, ha concluso l’insegnante.