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Sierra Space Ghost: rifornimenti dallo spazio in 90 minuti

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Consegnare rifornimenti in qualsiasi punto della Terra in appena 90 minuti, sfruttando carichi parcheggiati nello spazio e richiamati a terra solo quando servono. È questo l’obiettivo di Sierra Space, società controllata dalla Sierra Nevada Corporation e sostenuta dalle forze armate statunitensi, che ha appena completato due lanci di prova del suo veicolo di rientro Ghost. A bordo c’erano una bottiglia di whiskey e una radio definita via software, lasciati cadere da palloni ad alta quota da circa 35.000 piedi, poco più di 10.600 metri, e da 68.500 piedi, quasi 21.000 metri.

Certo, non si tratta dello spettacolo di un razzo SpaceX che atterra su una piattaforma in mezzo al mare. Per il gruppo che lavora al progetto resta comunque un traguardo importante, visto che è il primo test del mezzo dopo due anni di attesa. La dimostrazione rientra nell’esercitazione Apollo Nexus dello U.S. Space Command, pensata per mostrare la sincronizzazione necessaria tra più unità impegnate in operazioni complesse.

Sierra Space Ghost: Whiskey e radio, una scelta tutt’altro che casuale

Il carico scelto per la prova non è stato messo insieme a caso. I due oggetti dovevano dimostrare che liquidi ed elettronica delicata possono sopravvivere a una parte del viaggio di ritorno verso la superficie. Erik Daehler, vicepresidente senior di Sierra Space, ha spiegato che il team è riuscito a provare in sicurezza che il veicolo può attraversare tutti quegli ambienti e poi essere recuperato dalla squadra a terra entro un certo intervallo di tempo.

Va chiarito un punto. Queste capsule non sono progettate per partire su un razzo dall’altra parte del mondo e raggiungere le truppe in prima linea su richiesta. L’idea è diversa: restare in orbita fino a cinque anni e scendere verso i soldati solo al momento opportuno. Un po’ come i depositi orbitali che piovono dal cielo in StarCraft II quando vengono chiamati da un’unità di costruzione. Secondo Daehler far arrivare qualcosa nel teatro operativo a chi combatte, proprio quando ne ha bisogno, è un aspetto decisivo. E nelle aree interdette, dove un grande aereo da trasporto militare non riuscirebbe a sganciare rifornimenti, lo spazio diventa a suo dire un nodo logistico perfetto.

Come funziona la logistica spaziale di Ghost

L’azienda sostiene che Ghost possa recapitare il proprio carico in qualunque punto del pianeta entro 90 minuti dalla chiamata. Il rovescio della medaglia è evidente. Trattandosi di un sistema basato nello spazio, i militari dovrebbero prevedere in anticipo quali materiali serviranno, lanciarli e mantenerli in orbita anche per cinque anni. Il principio ricorda quello già adottato dagli Stati Uniti con le navi da rifornimento e da carico posizionate in basi remote come Guam e Diego Garcia, pronte a spostare materiale bellico dove occorre.

Le dimensioni però pongono dei limiti precisi. Ghost è un’unità relativamente piccola, con una capacità compresa tra cinque e dieci tonnellate, quindi non potrà trasportare carri armati o pezzi d’artiglieria da una parte all’altra del globo. Resta comunque uno strumento utile per far arrivare equipaggiamento, munizioni e scorte ai reparti che ne hanno bisogno, senza mettere a rischio velivoli ed equipaggi. Tra gli esempi citati ci sono un drone assemblato internamente e un sistema anti drone a microonde.

Fonte: TecnoAndroid

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