Nel bel mezzo di una fase complicata per il mercato dei chip, Samsung starebbe preparando una versione più economica del suo SSD 990, pensata proprio per aggirare i rincari che stanno mettendo in difficoltà tutto il settore. L’idea di fondo è semplice sulla carta ma tutt’altro che banale nella pratica: tagliare i costi senza far crollare le prestazioni. Il modo scelto dal colosso sudcoreano per riuscirci è togliere di mezzo la cache basata su memoria DRAM, uno dei componenti che pesa parecchio sul prezzo finale di un’unità.
Vale la pena ricordare che Samsung, in questo momento, sta guadagnando cifre enormi proprio grazie alla sua doppia posizione da protagonista assoluto nella produzione sia di chip DRAM sia di chip NAND. Eppure, anche chi domina il mercato deve fare i conti con costi che salgono, e da qui nasce la spinta a creare un drive più accessibile che resti comunque vicino, almeno nelle promesse, agli altri modelli della stessa famiglia.
Cosa cambia davvero dentro il nuovo drive
Al posto della classica cache su DRAM, Samsung vorrebbe affidarsi alla tecnologia Host Memory Buffer, più nota con la sigla HMB. In parole povere si tratta di prendere in prestito una piccola fetta della RAM di sistema per gestire alcune operazioni che di solito spettano alla cache integrata nell’SSD. Un approccio interessante, con vantaggi concreti soprattutto sul fronte della complessità produttiva e quindi dei costi. C’è però un rovescio della medaglia. Nei carichi di lavoro quotidiani l’HMB se la cava benissimo, ma quando i compiti diventano davvero pesanti e prolungati le prestazioni tendono a calare col passare del tempo.
L’altro compromesso riguarda il tipo di memoria usata per lo storage vero e proprio. Qui si passerebbe alle NAND QLC al posto delle più diffuse TLC, che invece troviamo negli altri SSD 990. Le QLC hanno dalla loro una densità maggiore e un costo più basso, però la controparte è una durata nel tempo inferiore. E infatti i dati emersi finora parlano chiaro: la versione da 1 TB avrebbe una garanzia di 400 TBW, cioè 400 Terabyte scritti, mentre quella da 2 TB salirebbe a 800 TBW.
Numeri più bassi ma comunque solidi
Si tratta di valori sensibilmente più contenuti rispetto agli attuali Samsung 990 Evo Plus, che sono la fascia di riferimento della gamma. Detto questo, non parliamo di cifre da buttare via. Per la maggior parte degli utenti, quelli che usano il computer per lavoro, studio o svago senza sottoporlo a stress estremi ogni giorno, sono numeri più che sufficienti a garantire una lunga vita al drive.