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La novità più interessante dei nuovi Samsung SmartTag 3 non riguarda l’aspetto o le dimensioni, ma la compatibilità. Samsung ha infatti confermato che i suoi tracker di ultima generazione non saranno più un’esclusiva dei telefoni Galaxy. Dopo l’apertura ufficiale ai dispositivi iOS, comunicata già al momento dell’annuncio, l’azienda ha precisato che anche gli altri smartphone Android potranno accedere al servizio di localizzazione. Per chi finora guardava a questi accessori con interesse senza avere in tasca un Galaxy si tratta di un cambio di passo piuttosto netto.
Il debutto dei nuovi localizzatori è arrivato durante l’evento della scorsa settimana, quello in cui la casa coreana ha presentato i suoi nuovi tablet. I riflettori erano puntati soprattutto su Galaxy Tab S12 Plus e Galaxy Tab S12 Ultra, veri protagonisti della serata. Accanto a loro però è comparsa anche la nuova generazione di un accessorio ormai noto a chi segue il marchio, cioè proprio SmartTag 3. Il supporto molto più ampio rispetto al passato era già emerso come uno degli aspetti più promettenti del prodotto, e adesso Samsung ha chiarito fino a che punto si estende davvero questa apertura.
Un ecosistema che finora restava chiuso
Per capire la portata della notizia basta guardare a come funzionavano le cose fino a poco tempo fa. Storicamente i tracker Samsung sono sempre stati piuttosto limitati sul fronte della compatibilità. L’idea di base era semplice e anche comoda, visto che un SmartTag si poteva applicare praticamente a qualsiasi oggetto da tenere sotto controllo. Il problema stava dall’altra parte, cioè nel telefono necessario per seguirne gli spostamenti.
Prendendo come esempio il modello precedente, SmartTag2 funzionava con Galaxy S24, Galaxy S25, Galaxy S26, Galaxy Z Fold, Galaxy Z Flip e con gli smartphone della serie Galaxy A, a patto che avessero installata l’ultima versione dell’app SmartThings. Un elenco tutt’altro che corto, certo, ma comunque confinato all’interno della famiglia Galaxy. Chi utilizzava un telefono di un altro produttore, anche se basato su Android, ufficialmente restava escluso e non aveva modo di monitorare il proprio localizzatore.
Questa impostazione ha accompagnato i tracker dell’azienda per diverse generazioni. Il monitoraggio passava esclusivamente dai dispositivi Samsung, con la conseguenza che l’accessorio finiva per rivolgersi quasi solo a chi aveva già scelto l’ecosistema Galaxy. Per tutti gli altri, insomma, l’acquisto non aveva molto senso.
Cosa cambia con SmartTag 3
Con la nuova generazione lo scenario si allarga parecchio. Il primo passo, già noto al momento della presentazione, riguarda l’estensione formale del supporto ai dispositivi Apple, quindi a iPhone e agli altri prodotti con iOS. Una scelta che da sola rappresentava un’apertura significativa rispetto alla politica seguita fino a quel momento.
Ora però arriva il tassello che mancava. Samsung ha precisato che anche gli altri modelli Android, quelli che non portano il marchio Galaxy, avranno accesso al SmartTag 3. In pratica il nuovo localizzatore non sarà più vincolato a un solo produttore e potrà essere utilizzato da una platea molto più ampia di utenti, a prescindere dal telefono scelto.
Il salto rispetto a SmartTag2 è evidente proprio su questo punto. Laddove prima servivano un Galaxy compatibile e l’app SmartThings aggiornata, con la nuova generazione il supporto ufficiale abbraccia sia il mondo Apple sia il resto dell’universo Android, confermando l’ampliamento di compatibilità annunciato dall’azienda per i suoi nuovi tracker.
Fonte: TecnoAndroid








