La batteria dei Galaxy Samsung resta uno dei temi più caldi nel mondo degli smartphone, e il motivo per cui i dispositivi del colosso coreano non hanno ancora raggiunto soglie come i 10.000 mAh ha radici più profonde di quanto si possa pensare. Tra vecchie ferite mai del tutto rimarginate, regolamentazioni internazionali e nuove tecnologie ancora in fase di test, la strada verso batterie enormi sugli smartphone Samsung è tutt’altro che lineare.
L’ombra del Galaxy Note 7 e la prudenza estrema di Samsung
Per capire la situazione attuale bisogna tornare indietro al 2016, quando il Galaxy Note 7 finì al centro di uno dei più gravi scandali nella storia della telefonia. Quel dispositivo aveva un problema gravissimo legato alla batteria: il liquido che circondava la cella agli ioni di litio era altamente infiammabile, e bastava una pressione esterna per creare un cortocircuito, con conseguente surriscaldamento e, nei casi peggiori, vere e proprie esplosioni. Le segnalazioni di incendi si moltiplicarono a tal punto che diverse compagnie aeree arrivarono a vietare il telefono a bordo dei propri voli.
Samsung fu costretta a scusarsi pubblicamente con inserzioni sulla stampa cartacea e introdusse una checklist composta da 8 misure di sicurezza obbligatorie che ogni batteria deve superare prima di essere montata su un telefono Samsung. Quella checklist, a quanto pare, rappresenta ancora oggi uno dei principali ostacoli all’adozione di batterie molto più capienti, come quelle basate sulla tecnologia silicio-carbonio che i concorrenti cinesi stanno già utilizzando da tempo.
Basta guardare cosa succede dall’altra parte del mercato: OnePlus 15 monta una batteria da 7.300 mAh, Xiaomi 17 Ultra arriva a 6.800 mAh, e modelli come Realme P4 Power e Honor Power 2 superano tranquillamente la soglia dei 10.000 mAh. Questi brand riescono a farlo proprio grazie alle batterie al silicio-carbonio, che permettono di stipare molta più energia nello stesso spazio fisico occupato da una tradizionale cella agli ioni di litio.
Le regolamentazioni americane ed europee che frenano il settore
Oltre al trauma del Note 7, c’è un altro fattore meno noto ma altrettanto rilevante: le normative federali statunitensi. La regolazione 49 CFR § 173.185 stabilisce che le batterie agli ioni di litio nei telefoni non possano superare i 20 Wh (wattora). Questo valore si calcola moltiplicando il voltaggio della batteria per la sua capacità e dividendo il risultato per 1.000.
Per fare un esempio concreto: Galaxy S26 Ultra, con la sua batteria da 5.000 mAh a 3,88 volt, si ferma a 19,4 Wh. Appena sotto il limite. Tutto regolare. Ma come fa allora OnePlus 15, con i suoi 7.300 mAh, a essere venduto anche negli Stati Uniti? Il trucco sta nel design a doppia cella: la batteria è divisa in due unità da 3.650 mAh ciascuna, con un voltaggio massimo di 4,4 V. Facendo il calcolo, ogni singola cella produce 16,06 Wh, restando ampiamente entro i limiti consentiti.
In Europa la questione è leggermente diversa. Organismi internazionali come la UNECE considerano i prodotti con celle di grande capacità come merci pericolose. Ed è per questo che alcuni smartphone cinesi arrivano nei mercati globali con batterie ridotte rispetto alla versione cinese. Xiaomi 17 Ultra, per esempio, passa dai 6.800 mAh della versione cinese ai 6.000 mAh della versione internazionale.
Galaxy S27 Ultra potrebbe cambiare tutto
La buona notizia è che Samsung non intende restare ferma ancora a lungo. Secondo alcune informazioni recenti, l’azienda sta conducendo test su batterie al silicio-carbonio da 12.000, 18.000 e addirittura 20.000 mAh, tutte con architettura a doppia cella. La batteria da 12.000 mAh, ad esempio, sarebbe composta da una cella da 6.800 mAh e una da 5.200 mAh. Anche solo estraendo la cella più grande e utilizzandola singolarmente in un futuro dispositivo, si tratterebbe di un salto enorme rispetto a quanto visto finora sulla linea Galaxy S.
Secondo il noto leaker Schrödinger, Galaxy S27 Ultra potrebbe essere il primo smartphone Samsung a montare una batteria davvero massiccia. L’unico ostacolo concreto al momento riguarda la durata nel tempo: queste batterie resistono circa 960 cicli di ricarica, un dato ancora lontano dall’obiettivo aziendale fissato a 1.500 cicli. Se Samsung riuscirà a risolvere questo problema di longevità, il prossimo Ultra potrebbe segnare un punto di svolta per l’intera gamma Galaxy.