La notizia era nell’aria da qualche settimana, ma adesso è ufficiale: Samsung ha confermato lo stop alla produzione di memorie LPDDR4 e LPDDR4X, due degli standard più utilizzati nel mondo mobile degli ultimi anni. Sul sito di Samsung Semiconductor, i moduli di memoria DRAM di queste due generazioni sono stati contrassegnati come “discontinued”. Non si tratta però di un addio immediato: il processo sarà graduale e il completamento è previsto entro la fine del 2026.
Può sembrare una di quelle notizie tecniche che passano un po’ in sordina, perché in fondo le vecchie tecnologie vengono abbandonate di continuo, soprattutto nel settore dei semiconduttori. Eppure stavolta il contesto è diverso, e il peso di questa decisione va ben oltre il semplice avvicendamento generazionale.
Perché questa scelta ha un peso maggiore del solito
Samsung è uno dei più importanti produttori al mondo di chip di memoria DRAM, e in questo momento sta cavalcando l’onda della domanda legata all’intelligenza artificiale. La corsa all’AI ha generato una vera e propria carestia di memorie destinate a PC, smartphone, laptop e più in generale a tutti i dispositivi del segmento consumer. Una situazione che ha spinto il colosso coreano a ripensare le proprie priorità produttive.
Ed è esattamente qui che si inserisce la decisione di abbandonare le LPDDR4. Samsung sta lavorando per riallocare la propria capacità produttiva verso standard più recenti e, soprattutto, più redditizi. Il primo della lista è lo standard LPDDR5, che rappresenta il naturale successore e offre prestazioni nettamente superiori rispetto alla generazione precedente.
Il ruolo delle memorie HBM e il futuro della DRAM
Il mondo dell’intelligenza artificiale ha un appetito enorme per chip ad altissime prestazioni, e le memorie che più interessano a questo settore sono le HBM, acronimo di High Bandwidth Memory. Samsung è in prima fila sia sul fronte della produzione sia su quello dell’innovazione in questo ambito, e non è difficile capire perché: le HBM garantiscono margini di profitto molto superiori rispetto alla DRAM tradizionale, sia nella versione desktop sia in quella mobile.
Di conseguenza, i produttori stanno concentrando sempre più risorse su queste linee di prodotto, riducendo progressivamente l’attenzione verso tecnologie più datate. Lo stop alla produzione di LPDDR4 e LPDDR4X da parte di Samsung rientra perfettamente in questa logica: liberare spazio, sia fisico sia economico, per dedicarsi a ciò che oggi genera più valore.
Il processo di dismissione, come detto, sarà completato entro la fine del 2026. Chi utilizza ancora dispositivi basati su questi standard non dovrebbe avvertire conseguenze immediate, ma è chiaro che il mercato si sta muovendo rapidamente verso nuove generazioni di memorie, spinto da una domanda che non accenna a rallentare. Samsung, con questa mossa, non fa altro che adeguarsi a una realtà industriale che ormai guarda altrove.