Un volo della Royal Air Force con a bordo il ministro della difesa britannico ha subito un attacco GPS durante il sorvolo del Baltico, una zona dove questo tipo di interferenze è diventato praticamente routine dalla guerra in Ucraina. La notizia ha riacceso i riflettori su un problema che chi segue la geopolitica della regione conosce bene, ma che stavolta ha coinvolto direttamente un alto rappresentante del governo del Regno Unito.
Cosa è successo al volo della Royal Air Force
Stando a quanto riportato dalla stampa britannica, l’aereo della RAF trasportava il ministro della difesa John Healey, che stava rientrando da una visita ufficiale in Estonia. Durante il volo di ritorno, il sistema GPS di bordo avrebbe subito un’interferenza temporanea, un fenomeno noto come jamming. Non si parla di conseguenze gravi per l’equipaggio o per il ministro, ma l’episodio è comunque significativo per il contesto in cui è avvenuto.
Il Baltico è ormai da tempo una delle aree più esposte a questo genere di disturbi elettronici. Dall’inizio del conflitto in Ucraina, le interferenze ai segnali satellitari nella regione si sono moltiplicate in modo evidente, colpendo sia voli militari che civili. Il jamming, per chi non ha familiarità con il termine, consiste nel “coprire” il segnale GPS con un rumore elettronico che impedisce ai ricevitori di funzionare correttamente. È diverso dallo spoofing, che invece inganna il sistema facendogli credere di trovarsi in una posizione diversa da quella reale. Entrambe le tecniche sono considerate armi elettroniche a tutti gli effetti.
Un problema che non riguarda solo i militari
Quello che rende la questione particolarmente spinosa è che il jamming GPS nel Baltico non colpisce solo gli aerei militari. Compagnie aeree commerciali hanno segnalato più volte anomalie nella navigazione satellitare durante i voli sopra quella porzione di Europa. E quando un sistema che governa la navigazione aerea smette di funzionare anche solo per qualche minuto, le implicazioni per la sicurezza dei passeggeri sono tutt’altro che trascurabili.
Il fatto che stavolta a bordo ci fosse proprio il ministro della difesa britannico aggiunge una dimensione politica non indifferente all’episodio. L’attacco GPS al volo della Royal Air Force mette in evidenza quanto siano vulnerabili anche le comunicazioni e i sistemi di navigazione di chi, per ruolo istituzionale, dovrebbe poter contare sulla massima protezione tecnologica. E lo fa in un teatro, quello baltico, dove la tensione tra NATO e Russia si avverte ormai quotidianamente anche nello spettro elettromagnetico.
L’Estonia, da cui Healey stava partendo, è uno dei Paesi baltici più esposti e più attivi nel denunciare queste interferenze. La vicinanza geografica con la Russia rende la zona un banco di prova costante per tecnologie di guerra elettronica, e il disturbo GPS è tra le forme più diffuse e difficili da attribuire con certezza a un singolo attore statale. L’episodio che ha coinvolto il volo della RAF è solo l’ultimo di una lunga serie che sta ridisegnando le regole della sicurezza aerea in quella parte d’Europa.