Quante volte capita di dover riavviare il router a mano perché la connessione fa i capricci? Il punto è che non dovrebbe essere necessario ricordarselo ogni volta. Programmare il riavvio automatico del router è una di quelle operazioni semplicissime che può risolvere una quantità sorprendente di problemi di rete, eppure quasi nessuno lo fa. I router sono progettati per restare accesi 24 ore su 24, sette giorni su sette, per mesi di fila senza mai fermarsi. Però il fatto che possano farlo non significa che sia l’ideale. Come qualsiasi dispositivo elettronico, anche loro traggono enorme beneficio da un riavvio periodico, e la buona notizia è che si può automatizzare tutto in pochi minuti.
Anche il router più basilare può accumulare piccoli problemi nel tempo. Non importa se si tratta di un modello fornito dal provider o di un sistema mesh da qualche centinaio di euro: ci sono dinamiche intrinseche nel funzionamento del Wi-Fi che portano a disconnessioni casuali e rallentamenti inspiegabili. La situazione peggiora man mano che si aggiungono dispositivi alla rete domestica, tra smartphone, tablet, smart TV, telecamere e assistenti vocali.
Sotto la scocca apparentemente semplice, un router è in realtà un piccolo computer che deve gestire un sacco di operazioni in tempo reale. E uno dei talloni d’Achille più comuni riguarda la memoria RAM. I router hanno una quantità molto limitata di RAM, e ogni volta che un dispositivo si connette, scarica qualcosa o avvia uno streaming, il processore del router usa quella memoria per tenere traccia dei dati. Quando lo spazio si esaurisce, cominciano i guai. I modelli economici, poi, soffrono spesso di cosiddetti “memory leak”: in pratica il router non riesce a liberare correttamente la memoria che ha già finito di usare. Dopo mesi di funzionamento continuo, questi piccoli blocchi di memoria inutilizzabile si accumulano e finiscono per causare problemi seri di prestazioni e stabilità. Un semplice riavvio spazza via tutto e restituisce al router un punto di partenza pulito.
Tabella NAT, congestione dei canali e band steering: gli altri colpevoli
C’è poi la questione della tabella NAT (Network Address Translation), quel meccanismo che permette a tutti i dispositivi di casa di condividere un unico indirizzo IP pubblico. Il router usa questa tabella per sapere quale dispositivo ha richiesto cosa. Il problema è che le sessioni che non si chiudono correttamente lasciano residui nella tabella, e col tempo queste voci “fantasma” occupano spazio prezioso. Quando il traffico è intenso e gli slot NAT disponibili si esauriscono, la rete rallenta visibilmente fino a quando le vecchie voci non vengono eliminate. Anche in questo caso, il riavvio automatico del router è la soluzione più rapida ed efficace.
Un altro problema riguarda la congestione dei canali Wi-Fi. Quando il router si accende, analizza l’ambiente circostante e sceglie le frequenze meno affollate. Ma l’ambiente wireless cambia continuamente, soprattutto per chi vive in un condominio pieno di reti vicine. Molti router moderni hanno una funzione chiamata Automatic Channel Selection che monitora e cambia canale in automatico, ma non è infallibile. A volte il modo più semplice per risolvere i problemi di congestione resta un bel riavvio.
Chi possiede un router multi banda conosce probabilmente anche i problemi del band steering. Questa funzione dovrebbe spingere i dispositivi verso la banda più veloce disponibile, per esempio la 5GHz anziché la 2.4GHz, quando si usa un unico nome di rete per tutte le bande. Nella pratica, però, non funziona sempre come dovrebbe: può capitare che i dispositivi restino aggrappati alla banda sbagliata, causando connessioni lente o addirittura bloccate. È esattamente quello che succedeva con un router Wi-Fi 7 economico e un OnePlus 15 che si ostinava a rimanere sulla 2.4GHz, problema che si è ridotto sensibilmente dopo aver impostato un riavvio programmato.
Come programmare il riavvio automatico del router dalle impostazioni
Se il router è stato acquistato negli ultimi dieci anni circa, è molto probabile che abbia già una funzione integrata per il riavvio programmato. È il metodo più comodo e immediato. Per verificarlo, basta aprire l’app companion del router oppure accedere al pannello di gestione tramite browser digitando l’indirizzo del gateway predefinito (di solito 192.168.1.1 oppure 192.168.0.1) nella barra degli indirizzi. Le credenziali di accesso variano da modello a modello, ma quelle predefinite più comuni prevedono “admin” come nome utente o password, oppure uno dei due campi lasciato vuoto.