Rolls-Royce ha messo a segno un colpo che fino a pochi anni fa sembrava roba da fantascienza: un motore a reazione spinto al massimo della potenza di decollo usando soltanto idrogeno come combustibile. È successo sui banchi di prova britannici, e per il settore dell’aviazione, da tempo a caccia di soluzioni più pulite, è un segnale che pesa parecchio.
Un ciclo di volo simulato, ma con risultati concreti
Per ora niente decollo vero, sia chiaro. Quello che è stato portato a termine è un intero ciclo di volo simulato, dall’accensione fino alla spinta massima. La parte interessante, però, è un’altra: il test ha dimostrato che questa tecnologia può reggere anche in condizioni reali, comprese quelle più scomode e difficili da gestire, come le situazioni di guasto. Non è poco, perché è proprio lì che di solito i progetti più ambiziosi mostrano la corda.
L’esperimento porta un nome preciso, Engine GH2, ed è il frutto di una collaborazione stretta tra il colosso aerospaziale e gli scienziati dell’HSE, l’ente britannico che si occupa di salute e sicurezza. Due mondi diversi che hanno lavorato gomito a gomito, uno con l’occhio puntato sulle prestazioni, l’altro sulla sicurezza di un combustibile che, va detto, non è il più semplice da maneggiare.
Dove e come è avvenuto il test
Il tutto si è svolto nel centro di ricerca di Buxton. Qui i tecnici hanno messo a punto e installato i sistemi di controllo del combustibile ad alta pressione e ad alta portata, cioè il cuore del problema quando si parla di far funzionare un motore jet a idrogeno. Gestire un gas del genere alle pressioni richieste da un propulsore aeronautico non è una passeggiata, e avere accanto chi si occupa di sicurezza ha fatto la differenza.
Il fatto che il motore abbia raggiunto la potenza tipica del decollo, e non solo un regime di prova blando, è il dettaglio che sposta l’asticella. Significa che Rolls-Royce non sta semplicemente accendendo un motore per vedere se prende fuoco, ma lo sta spingendo fino alle condizioni che servono davvero a far staccare un aereo da terra.
Resta tanta strada prima di vedere un velivolo commerciale alimentato a idrogeno sopra le nostre teste, su questo nessuno si illude. Ma un conto è parlarne sulla carta, un altro è averlo fatto girare a piena potenza in un ambiente controllato, gestendo pure gli scenari di guasto. E il progetto Engine GH2 ha fatto esattamente questo.