In questo articolo Indice dei contenuti 2 sezioni
Le autorità federali degli Stati Uniti hanno avviato una verifica sui robotaxi di Tesla dopo alcune segnalazioni secondo cui questi veicoli avrebbero superato i limiti di velocità nelle zone scolastiche. La National Highway Traffic Safety Administration, l’agenzia americana che vigila sulla sicurezza stradale e che tutti conoscono con la sigla NHTSA, ha fatto sapere di essere al lavoro su queste accuse. Al centro della vicenda c’è il sistema di guida automatizzata che equipaggia la flotta del costruttore, una flotta che conta più o meno 1.000 mezzi in circolazione. Le accuse non riguardano una manovra qualsiasi ma il rispetto dei limiti indicati dalla segnaletica proprio nelle aree vicine agli istituti scolastici durante gli orari in cui sono attive, cioè nei momenti più delicati della giornata per chi si muove a piedi.
Robotaxi Tesla: cosa contiene la richiesta arrivata all’agenzia federale
Il punto di partenza è una petizione per difetto ricevuta dall’Office of Defects Investigation, l’ufficio interno alla NHTSA che si occupa di esaminare i possibili problemi tecnici dei veicoli. Il documento è stato presentato il 23 settembre 2026 e chiede formalmente di aprire un’indagine sui robotaxi Tesla dell’anno modello 2026. I modelli coinvolti sono due, Model Y e Cybercab, entrambi considerati nella configurazione in cui l’Automated Driving System, il sistema di guida automatizzata, risulta attivo.
Secondo chi ha firmato la richiesta il software al volante supererebbe i limiti di velocità segnalati nelle zone scolastiche attive. Non si tratta quindi di un’accusa generica sulla condotta di guida dei veicoli autonomi ma di un rilievo molto preciso, legato a tratti di strada dove le regole diventano più severe proprio per proteggere bambini e ragazzi. In questa fase l’agenzia sta valutando le affermazioni contenute nella petizione. Il passaggio successivo dipenderà da quanto emergerà da questo primo esame, che serve a stabilire se ci siano elementi sufficienti per procedere con un’indagine vera e propria sui mezzi di Tesla.
Vale la pena sottolineare un aspetto. Per ora si parla di segnalazioni e di una valutazione in corso, non di conclusioni già raggiunte. La procedura prevede infatti che l’ente federale analizzi le contestazioni prima di decidere come muoversi, e tutto questo riguarda una flotta di circa 1.000 robotaxi che utilizzano il sistema automatizzato del marchio.
Anche Waymo è finita sotto la lente
Tesla non è l’unica azienda del settore ad aver attirato l’attenzione delle autorità per il comportamento dei propri mezzi a guida autonoma vicino alle scuole. Anche i robotaxi di Waymo sono stati oggetto di verifiche simili negli Stati Uniti. In quel caso le contestazioni hanno riguardato il sorpasso illegale degli scuolabus, una manovra vietata proprio per evitare rischi ai bambini che salgono o scendono dal mezzo.
C’è poi un episodio ancora più serio che ha coinvolto la flotta di Waymo. Uno dei suoi veicoli ha investito un bambino nei pressi di una scuola elementare in California, un fatto che ha contribuito a spostare i riflettori sul rapporto tra guida autonoma e sicurezza dei più piccoli. Le due vicende, pur diverse tra loro, toccano lo stesso nodo, cioè il modo in cui i sistemi automatizzati gestiscono le aree dove la presenza di studenti richiede prudenza extra e regole specifiche.
Per quanto riguarda Tesla il fascicolo è appena all’inizio. La NHTSA ha ricevuto la petizione il 23 settembre 2026 e sta esaminando le accuse secondo cui Model Y e Cybercab dell’anno modello 2026, con l’Automated Driving System inserito, non rispetterebbero i limiti di velocità indicati nelle zone scolastiche attive.
Fonte: TecnoAndroid








