Roblox sta cambiando radicalmente il modo in cui si creano i giochi sulla propria piattaforma, grazie a un assistente AI che adesso non si limita più a eseguire un singolo comando. Ora pianifica, costruisce e testa in autonomia. La nuova versione di Roblox Assistant funziona come un vero collaboratore: parte da un’idea dell’utente, la sviluppa passo dopo passo, genera modelli 3D, prova il gioco e corregge i bug da sola. Un salto enorme rispetto a quello che si poteva fare fino a poco tempo fa.
Il concetto è semplice. Qualcuno scrive un prompt del tipo: “crea un minigioco in un parco con una fontana e vegetazione, dove i personaggi devono raccogliere monete”. A quel punto l’assistente AI di Roblox inizia a fare domande: che stile visivo si preferisce? Cartoonesco, realistico, fantasy? Gli asset vanno costruiti da zero, presi dal Creator Store, oppure si vuole un mix? Sulla base delle risposte elabora un piano modificabile. L’utente lo revisiona, aggiunge dettagli, e poi l’AI parte con la costruzione vera e propria.
Planning Mode: l’AI di Roblox diventa un partner creativo
La novità centrale si chiama Planning Mode, una modalità che trasforma l’assistente da strumento a passaggio singolo in un sistema collaborativo a più fasi. L’osservazione da cui nasce è piuttosto intuitiva: gli strumenti AI che lavorano in un colpo solo spesso non riescono a cogliere davvero l’intento originale di chi crea. Planning Mode risolve questo problema analizzando il codice e il modello dati del gioco, ponendo domande di chiarimento e traducendo i prompt in piani d’azione che si possono modificare prima dell’esecuzione. I creatori possono intervenire su ogni passaggio, aggiungere contesto e assicurarsi che il risultato finale rispecchi la loro visione.
A supporto di Planning Mode arrivano due strumenti nuovi. Il primo è Mesh Generation, che crea oggetti 3D con texture direttamente nel mondo di gioco. Questo elimina la necessità di usare placeholder di bassa qualità nelle prime fasi dello sviluppo. Per capirci: basta chiedere all’assistente di generare un falò, aggiungere la luce per renderlo credibile e impostare la scena di notte. Il secondo si chiama Procedural Models ed è ancora in arrivo. Permetterà di creare modelli 3D modificabili tramite codice e prompt, con la capacità di comprendere lo spazio tridimensionale e le relazioni fisiche tra gli oggetti. Si potranno posizionare e scalare elementi in base ad altri oggetti nella scena, e attributi come il numero di scaffali in una libreria o l’altezza di una scala potranno essere regolati dinamicamente, creando blocchi riutilizzabili.
Testing automatico e agenti multipli: dove sta andando Roblox
La parte forse più sorprendente riguarda il testing automatico. Planning Mode usa strumenti di playtesting per leggere i log, catturare screenshot e simulare input da tastiera e mouse, verificando design e gameplay in autonomia. Quando identifica un bug, fornisce feedback all’assistente che lo corregge automaticamente. È un sistema che si auto corregge e che diventa più preciso nel tempo, il che è notevole se si pensa a quante ore di debug risparmia.
Ma Roblox non si ferma qui. L’azienda sta lavorando per far collaborare più agenti AI in parallelo, capaci di eseguire workflow complessi nel cloud e gestire compiti come coding, testing e creazione di personaggi più realistici. C’è anche l’intenzione di garantire l’integrazione con strumenti di terze parti come Claude, Cursor, Codex e altri all’interno di Roblox Studio.
Su una piattaforma dove milioni di creatori, molti dei quali giovanissimi, costruiscono giochi ogni giorno, la distanza tra l’idea iniziale e un gioco funzionante si accorcia drasticamente nel momento in cui l’AI pianifica, costruisce e testa il risultato al posto loro.