Il rimborso del pedaggio autostradale diventa realtà a partire dal primo giugno 2026, con un meccanismo pensato per restituire qualcosa agli automobilisti quando un viaggio si trasforma in un calvario tra cantieri e code interminabili. La logica è semplice: se la rete autostradale non funziona come dovrebbe, chi paga il pedaggio ha diritto a vedersi riconosciuta una parte di quanto speso. A gestire tutto sono direttamente i concessionari, ognuno con le proprie regole e i propri canali. Ecco come muoversi.
Chi ha diritto al rimborso e quando scatta
Prima di tutto conviene capire se la propria situazione rientra tra quelle previste. Quando il ritardo nasce da un cantiere, il diritto al rimborso dipende dalla lunghezza del tratto percorso. Sotto i 30 chilometri il rimborso scatta sempre, senza alcuna soglia di ritardo. Tra 30 e 50 chilometri serve invece un ritardo superiore a 10 minuti. Oltre i 50 chilometri, la soglia sale ad almeno 15 minuti.
Discorso diverso per i blocchi del traffico, dove la circolazione si ferma del tutto. Qui il rimborso è proporzionato alla durata dello stop: 50% del pedaggio per interruzioni comprese tra 60 e 119 minuti, 75% tra 120 e 179 minuti, e si arriva al 100% quando il blocco supera i 180 minuti. Tradotto: se si resta fermi per più di tre ore, il pedaggio viene restituito per intero.
Non tutto, però, dà diritto al rimborso. Restano esclusi i tratti dove è già prevista una riduzione del pedaggio, i cantieri di emergenza che seguono un incidente, gli interventi legati a eventi meteo o a situazioni idrogeologiche straordinarie. Stesso discorso per le operazioni di soccorso in carreggiata e per i cosiddetti cantieri mobili, quelli che servono allo sfalcio dell’erba, alla pulizia o alla manutenzione della segnaletica, almeno in questa prima fase.
Come presentare la domanda, passo dopo passo
La procedura per chiedere il rimborso passa interamente dal web. Bisogna collegarsi al sito della società autostradale che gestisce la tratta percorsa, dove sono state predisposte pagine apposite e moduli da compilare online. Su autostrade.it, per esempio, esiste già una sezione dedicata. Va detto subito che non c’è ancora un’unica applicazione valida per tutti i gestori, quindi la procedura cambia a seconda di chi gestisce il tratto in questione.
Un dettaglio da tenere a mente riguarda l’importo. Il rimborso viene riconosciuto solo se la cifra complessiva supera 1 euro: per importi più bassi non c’è nulla da fare. E come detto, restano fuori i cantieri di emergenza dopo incidenti, gli eventi meteo eccezionali e alcuni lavori di manutenzione ordinaria.
Il percorso da seguire, in sostanza, è questo. Prima cosa, verificare che il ritardo o il blocco rientri davvero nei casi previsti dalla normativa. Poi accedere al sito del concessionario autostradale della tratta percorsa e compilare il modulo di richiesta disponibile online. A quel punto basta inviare la domanda seguendo le indicazioni del gestore e attendere l’accredito, che arriva soltanto per importi complessivi sopra 1 euro.
C’è una scadenza importante da segnare. Fino al primo dicembre 2026 il sistema riguarda esclusivamente i viaggi effettuati su tratte gestite da un solo concessionario. Per i percorsi che coinvolgono più gestori, l’estensione della misura arriverà in un secondo momento.