Le recensioni online stanno per cambiare volto, almeno in Italia. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato, meglio conosciuta come AGCM o semplicemente Antitrust, ha messo a punto uno schema di linee guida destinato a mettere ordine in un settore che negli anni è diventato terreno fertile per giudizi falsi, opinioni gonfiate e valutazioni scritte da chi in quel ristorante o in quell’albergo non ha mai messo piede. Il punto centrale è uno soltanto e riguarda tutti quanti, dai consumatori agli esercenti, cioè la necessità di dimostrare che l’acquisto o l’esperienza siano avvenuti davvero.
Lo schema resta in consultazione fino a metà luglio, e questo significa che chiunque abbia qualcosa da dire, associazioni, imprese, piattaforme, potrà far arrivare le proprie osservazioni prima che il testo diventi definitivo. Il documento nasce per dare attuazione alla legge sulle PMI, con un occhio particolare rivolto a due comparti che di recensioni vivono e a volte muoiono, ovvero la ristorazione e il turismo. Chi lavora in questi ambiti sa bene quanto un profilo pieno di stelline possa spostare gli incassi, e allo stesso modo quanto una raffica di commenti negativi, magari falsi, possa fare danni difficili da rimediare.
La prova dell’acquisto diventa il punto di svolta
Il cuore della proposta è proprio la prova dell’acquisto. In parole povere, per lasciare una recensione bisognerà poter certificare di aver realmente usufruito di quel servizio o comprato quel prodotto. Un meccanismo pensato per tagliare le gambe a chi scrive giudizi tanto per fare, o peggio a chi lo fa dietro compenso, alimentando quel mercato sommerso di opinioni comprate che da tempo distorce le scelte di chi cerca informazioni prima di prenotare un tavolo o una stanza.
Anche se le regole nascono cucite addosso a ristorazione e turismo, i principi che le reggono valgono in linea di massima per ogni settore. Vuol dire che l’impostazione scelta dall’Antitrust potrebbe fare da apripista, diventando col tempo un riferimento più ampio per il modo in cui vengono gestite le opinioni dei consumatori sul web. Un cambio di rotta che punta a restituire credibilità a uno strumento che, quando funziona come si deve, aiuta davvero le persone a orientarsi tra migliaia di offerte.
E gli esercenti?
Per gli esercenti la questione ha un doppio volto. Da un lato c’è la possibilità di difendersi meglio dalle valutazioni infondate, dall’altro l’obbligo di stare al gioco senza scorciatoie, evitando di ritoccare o pilotare i giudizi ricevuti. Le piattaforme, dal canto loro, si troveranno a dover ripensare i propri sistemi di raccolta e pubblicazione, perché garantire l’autenticità di ogni singola recensione non è un dettaglio da poco e richiede strumenti tecnici adeguati.
La legge sulle PMI fa quindi da cornice a un intervento che tocca abitudini ormai radicate. Prenotare una cena, scegliere un hotel, decidere dove passare un fine settimana sono gesti che passano quasi sempre da una lettura veloce dei commenti altrui. Rendere quei commenti affidabili, filtrando chi ha davvero vissuto un’esperienza da chi no, è l’obiettivo dichiarato di un percorso che ora attende solo il vaglio della consultazione pubblica prima di prendere forma definitiva.