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POCO F9 Pro è il nuovo smartphone di fascia alta del brand cinese, arrivato ufficialmente sul mercato italiano il 1° Settembre 2026. Il suo obiettivo? Superare la tradizionale immagine di “gaming phone economico” per proporsi come un dispositivo davvero completo. Il modello porta in dote uno Snapdragon 8 Elite Gen 5 V Series, un display AMOLED fino a 185 Hz, una batteria da 6.330 mAh e, novità assoluta per la serie F, una fotocamera principale da 200 megapixel affiancata da un teleobiettivo dedicato. Sulla carta si tratta di uno dei POCO più ambiziosi mai realizzati, e le prime prove effettuate confermano diverse impressioni interessanti su un pacchetto che oggi punta a farsi notare non solo per la potenza.
POCO F9 Pro: contenuto della confezione

Credits: TecnoAndroid
Aprendo la scatola di POCO F9 Pro si trovano gli elementi essenziali per iniziare a utilizzare il dispositivo. All’interno sono presenti lo smartphone, un cavo USB Type-C, una custodia protettiva trasparente, il manuale con le informazioni di sicurezza e la guida rapida con scheda di garanzia, oltre al pin per l’espulsione del vassoio SIM. È bene sottolineare che l’alimentatore non è incluso nella confezione, scelta ormai comune tra i produttori. Per sfruttare la ricarica rapida da 100 W è quindi necessario procurarsi separatamente un caricatore compatibile, idealmente un modello Xiaomi da 100 W o superiore che supporti lo standard PD. Il contenuto può inoltre variare leggermente a seconda del mercato di riferimento e della versione acquistata.
Design e materiali

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Dal punto di vista estetico, POCO F9 Pro mostra un’identità più matura rispetto al passato. Le dimensioni dichiarate sono 157,49 x 75,25 x 8,79 mm, per un peso di 206 grammi, un valore comprensibile considerando la capacità della batteria interna. Non si tratta quindi di uno smartphone leggerissimo in quanto bisogna appunto considerare la generosa dotazione energetica.
I materiali scelti per la sua costruzione risultano essere più ricercati rispetto alle generazioni precedenti della serie. Vi è infatti un vetro sul retro e un frame centrale in metallo dotato di una micro curvatura da 1,7 mm pensata per migliorare la presa in mano. Anche il modulo fotografico ha ricevuto particolare attenzione in fase progettuale: sporge di circa 2,5 mm dalla scocca, ma risulta integrato con un certo equilibrio visivo, senza creare uno stacco eccessivamente marcato rispetto al resto del corpo.

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Tre le colorazioni disponibili, Black, White e Aurora Green. Quest’ultima merita una menzione particolare perché introduce, per la prima volta su un dispositivo del marchio, un pannello posteriore luminescente. Dopo essere stato esposto alla luce solare o artificiale, il retro è in grado di emettere un bagliore soffuso e uniforme al buio, un dettaglio puramente estetico ma capace comunque di differenziare il prodotto in un mercato dove il design tende spesso a somigliarsi. Non manca infine la certificazione IP68 contro polvere e infiltrazioni d’acqua, elemento ormai considerato imprescindibile per chiunque voglia posizionare un dispositivo nella fascia alta del mercato.
Display AMOLED a 185 Hz

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Il pannello montato su POCO F9 Pro è un AMOLED da 6,59 pollici con risoluzione 2510 x 1156 pixel, rapporto d’aspetto 19,5:9 e tecnologia proprietaria POCO HyperRGB, basata su una struttura a subpixel pensata per offrire una nitidezza percepita paragonabile a un pannello 2K tradizionale, con consumi ridotti.
Il refresh rate può raggiungere i 185 Hz, valore che pone il telefono tra i più veloci della sua categoria, mentre il campionamento touch arriva fino a 480 Hz in condizioni normali e può toccare punte di 4.800 Hz quando viene attivata la modalità Game Turbo. Numeri di questo tipo risultano particolarmente rilevanti per chi utilizza lo smartphone principalmente per il gaming.
>Sul fronte della luminosità, il produttore dichiara un valore tipico di 850 nit, un picco HBM di 2.200 nit e valori ben più alti in porzioni limitate dello schermo, fino a 4.500 nit su un quarto della superficie e addirittura 10.000 nit su appena l’1% dell’area del pannello, dato riferito esclusivamente alla riproduzione di contenuti HDR.
Sono poi supportati HDR10+ e Dolby Vision, oltre a una profondità colore a 12 bit con copertura della gamma cromatica DCI-P3 e funzioni come Original Color PRO e DC Dimming su tutta la gamma di luminosità. La protezione meccanica è affidata al Corning Gorilla Glass 7i, mentre completano il quadro diverse certificazioni TUV Rheinland dedicate al comfort visivo, tra cui quelle relative a luce blu, sfarfallio e ritmo circadiano.
Prestazioni e software

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Il cuore del dispositivo è lo Snapdragon 8 Elite Gen 5 V Series, identificato ufficialmente come SM8850-1-AB, prodotto con processo a 3 nanometri e basato sulla CPU Qualcomm Oryon di terza generazione. La configurazione prevede due core Prime fino a 4,6 GHz e sei core Performance fino a 3,62 GHz, con GPU Adreno 840.
Accanto al processore principale trova posto il chipset VisionBoost D8, elemento che rappresenta una delle particolarità più interessanti di questo modello. Si tratta di un secondo chip dedicato al potenziamento grafico, pensato per intervenire su super risoluzione basata su intelligenza artificiale, gestione del frame rate e Game HDR, con l’obiettivo di garantire fino a 185 FPS nei titoli compatibili grazie a tecniche di interpolazione dei fotogrammi.
Va precisato però che il risultato effettivo dipende dal gioco specifico, dalle impostazioni grafiche selezionate, dalla versione del software e dalla temperatura, quindi il numero massimo non va considerato universale né applicabile a qualsiasi titolo disponibile su Android. Per la gestione termica interviene il sistema LiquidCool con tecnologia 3D IceLoop, che sfrutta un rilievo tridimensionale posizionato sopra il SoC abbinato a materiali ad alta conduttività, mentre il software di gestione dinamica WildBoost Engine lavora sul bilanciamento tra prestazioni, temperatura e consumi durante le sessioni di gioco più lunghe.
Le memorie sono LPDDR5X a 9.600 Mbps abbinate a storage UFS 4.1, con configurazioni disponibili da 12/256 GB o 12/512 GB, senza possibilità di espansione tramite microSD. Il sistema operativo è HyperOS 3, basato su Android 16, con il produttore che dichiara il supporto a quattro major update futuri.
Fotocamera e video

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Questa sezione rappresenta probabilmente il cambiamento più interessante rispetto alla tradizione del marchio, spesso più concentrato su processore e display che sul comparto fotografico. La fotocamera principale raggiunge infatti i 200MP, con apertura f/1,68, pixel binning 16 in 1 da 2 micrometri e soprattutto stabilizzazione ottica OIS, elemento non scontato su questa fascia di prezzo. È disponibile anche una modalità dedicata a piena risoluzione, utile per chi desidera maggiore libertà in fase di ritaglio e inquadratura successiva allo scatto.

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Accanto al sensore principale trova posto un vero teleobiettivo flottante da 50 MP, equivalente a circa 60 mm, con apertura f/2,0, stabilizzazione ottica e zoom ottico 2,5x. La distanza minima di messa a fuoco è di appena 10 centimetri, caratteristica che consente di sfruttare il tele anche per scatti ravvicinati e fotografia macro, oltre che per ritratti con una compressione focale più naturale. Completa il comparto posteriore un ultra grandangolare da 8 MP con apertura f/2,25 e angolo di campo di 112 gradi, elemento che sulla carta risulta il meno ambizioso dell’intero pacchetto fotografico se confrontato con gli altri due sensori. Frontalmente è presente una fotocamera da 32MP, pensata anche per scatti di gruppo grazie a un’apertura del campo inquadrato più ampia.
Per quanto riguarda i video, POCO F9 Pro supporta registrazione fino al 4K a 30 e 60 fotogrammi al secondo, oltre a modalità slow motion che arrivano fino a 1920 fps in risoluzione ridotta. Viene introdotta anche la funzione Live Cinematography, con acquisizione in 4K e transizioni automatiche della messa a fuoco pensate per ottenere zoom in e zoom out più fluidi, in stile cinematografico, con varianti dedicate al ritratto e a un uso più libero in stile viaggio.
Batteria e ricarica
La batteria da 6.330 mAh è uno degli elementi più generosi dell’intera scheda tecnica, resa possibile anche da una composizione al silicio carbonio con contenuto di silicio del 16%, soluzione che permette di aumentare la densità energetica senza appesantire eccessivamente lo spessore del telefono, che rimane sotto i 9 millimetri.

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Sul fronte ricarica sono presenti diverse modalità: quella cablata HyperCharge da 100 W, quella wireless da 50 W, e la ricarica inversa, disponibile sia via cavo fino a 27 W sia in modalità wireless fino a 22,5 W, utile per alimentare accessori come auricolari o smartwatch direttamente dal telefono. Secondo i dati dichiarati dal produttore, ottenuti in laboratorio interno a una temperatura di circa 25 gradi, il 50% di carica viene raggiunto in circa 19 minuti utilizzando il cavo con modalità Top Speed attivata manualmente e in circa 35 minuti tramite lo stand wireless dedicato.
Nell’uso quotidiano l’autonomia complessiva è stata valutata positivamente, tanto da rientrare tra i punti di forza segnalati dopo la prova diretta del dispositivo,
Audio e connettività

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Prosegue la collaborazione tra POCO e Bose, con due speaker stereo simmetrici modello 1115F e tuning tra hardware e software. Sono disponibili due profili audio selezionabili dall’utente, Dynamic e Balanced, oltre a una modalità dedicata al gaming pensata per rendere più riconoscibili elementi come i passi degli avversari nei titoli multiplayer. L’esperienza sonora complessiva è stata indicata come uno dei punti migliori del dispositivo dopo la prova diretta, un dato che conferma quanto l’attenzione riposta su questo aspetto non sia rimasta solo sulla carta.
Sul fronte della connettività, POCO F9 Pro offre supporto 5G sia in modalità SA sia NSA, Wi-Fi 7 con supporto anche agli standard precedenti, Bluetooth 6.0 con doppia connessione simultanea, NFC e configurazioni Dual SIM che comprendono anche la possibilità di utilizzare due eSIM contemporaneamente. Il produttore ha inoltre integrato il modulo Xiaomi Surge T1+ Tuner insieme a sette antenne dedicate al gaming, con l’obiettivo dichiarato di migliorare la stabilità dei segnali Wi-Fi, Bluetooth e cellulari.
Prezzo e disponibilità
POCO F9 Pro viene proposto in Italia a un prezzo di listino di 739,90 euro per la versione 12/256 GB e 799,90 euro per la variante 12/512 GB. All’acquisto si aggiungono inoltre doppi Mi Points e condizioni agevolate sul servizio di protezione Xiaomi Care, con la copertura per furto e danni accidentali proposta a 85 euro invece di 90 e quella per i soli danni accidentali a 60 euro invece di 70.
Insomma dalla prova diretta del dispositivo emerge un giudizio complessivamente positivo, con estetica, display, audio e batteria indicati come i punti di forza principali, accanto al prezzo di lancio ritenuto competitivo rispetto alla dotazione complessiva offerta. L’unico elemento segnalato come meno convincente è la fotocamera ultra grandangolare da 8 MP, ritenuta meno ambiziosa rispetto al sensore principale da 200 MP e al teleobiettivo da 50 MP con stabilizzazione ottica.
La presenza del teleobiettivo con zoom ottico 2,5x amplia le possibilità di scatto, mentre la ricarica wireless da 50 W aggiunge una comodità che affianca quella cablata da 100 W. Sono caratteristiche che rendono POCO F9 Pro interessante anche per chi desidera qualcosa in più rispetto alla sola potenza del processore.
Resta da valutare il prezzo effettivo di acquisto, soprattutto una volta terminate le promozioni iniziali. Per chi dà priorità a intrattenimento, prestazioni e batteria, la dotazione offre diversi motivi di interesse. Chi utilizza spesso l’ultra grandangolare dovrà invece tenere maggiormente conto della differenza rispetto alle altre due fotocamere posteriori.
Nel complesso per chi cerca uno smartphone potente e completo soprattutto sul fronte multimediale, POCO F9 Pro merita sicuramente attenzione.
Fonte: TecnoAndroid


