Rayman Legends Retold è ufficiale, e Ubisoft ha deciso di non andarci leggera. Dopo settimane di voci che ne anticipavano l’esistenza, l’azienda francese ha confermato il progetto, fissando l’uscita per l’1 ottobre. Ma attenzione, perché non si tratta del solito ritocco grafico buttato lì per cavalcare la nostalgia: l’idea è quella di ripensare da capo il platformer del 2013, andando a toccare la struttura stessa del gioco per allinearla a ciò che ci si aspetta oggi da un titolo del genere.
Una scelta coraggiosa per un classico già rifinito
Rimettere le mani su un gioco la cui formula veniva già considerata praticamente perfetta è una mossa che ha del rischio, diciamolo. Eppure i dettagli emersi raccontano una storia diversa dal semplice rinfresco estetico. Lo studio ha voluto spingersi oltre, cercando quel punto di equilibrio difficile tra il rispetto per l’originale e l’introduzione di meccaniche più moderne. In pratica, hanno superato il concetto di remake cosmetico, quello fatto solo di pixel più definiti e poco altro.
Il sistema di controllo resta uno dei punti fermi: preciso, reattivo, con movimenti fluidi che onorano l’eredità della serie. La qualità visiva e la leggibilità dei livelli rimangono altissime. Però la vera novità sta altrove, e cioè nel level design. Si abbandona la logica strettamente bidimensionale per aprire lo spazio verso la terza dimensione. La telecamera, in certi momenti, diventa parte attiva del gameplay, e la profondità inizia a contare davvero nella navigazione dei livelli. Servirà un minimo di adattamento, all’inizio, ma è proprio qui che il gioco prova a reinventarsi.
Dragon Ride e una veste artistica rinnovata
A spezzare la linearità dell’avventura ci pensano le sequenze battezzate Dragon Ride, pensate per ribaltare completamente il ritmo. Qui si molla l’approccio metodico tipico delle fasi platform e ci si butta in un’azione frenetica, veloce, dal taglio quasi cinematografico. Niente analisi dell’ambiente: conta l’istinto. Bisogna concatenare schivate, correggere al volo la traiettoria, lanciare palle di fuoco. Sono momenti di pura adrenalina, inseriti apposta per rompere la monotonia e tenere alta la tensione.
Sul fronte artistico, lo spirito resta quello di sempre: colori vibranti, tono scanzonato, quell’energia che ha sempre distinto il brand. Cambia però la palette. La vecchia colorazione “acquarellata” lascia spazio a tinte più vivide e brillanti, mentre la nuova prospettiva tridimensionale allarga gli scenari in modo notevole. I fondali smettono di essere semplici decorazioni e diventano parte attiva della struttura dei livelli. Ubisoft punta a un’esperienza più ampia rispetto all’originale, con anche il comparto cooperativo ottimizzato per stare al passo con le aspettative di oggi.