Ray-Ban Meta al centro di una vicenda spinosa: alcuni modder sono riusciti a disattivare il LED che dovrebbe segnalare quando gli occhiali stanno registrando, e attorno a questa pratica si sta formando un piccolo mercato illegale che Meta vuole fermare a tutti i costi. Il punto è proprio quel piccolo indicatore luminoso, pensato come garanzia per chi sta intorno a chi indossa il dispositivo.
Il successo commerciale di questi occhiali smart ha sorpreso un po’ tutti, forse anche la stessa azienda che li produce. Le vendite hanno superato le aspettative, e come spesso accade quando un prodotto diventa popolare, dietro le quinte si sono mossi i soliti progetti paralleli. Gente che smonta, studia, smanetta e trova il modo di aggirare le protezioni pensate dai produttori.
Il LED che non si accende più
La funzione di quel LED è semplice e allo stesso tempo delicata. Quando gli occhiali registrano un video o scattano una foto, la spia si illumina per avvisare le persone vicine. Una specie di patto silenzioso, insomma: chi è inquadrato dovrebbe poter capire che la fotocamera è attiva. Il problema nasce nel momento in cui qualcuno riesce a spegnere quella luce, perché a quel punto la registrazione diventa completamente invisibile a chi sta davanti.
I modder hanno trovato la strada per bypassare proprio questo meccanismo di sicurezza. Una modifica che svuota di senso l’intera logica di trasparenza pensata da Meta, e che apre scenari piuttosto preoccupanti sul fronte della privacy. Non sorprende quindi che attorno a questa possibilità si sia creato un giro di annunci e offerte, con persone disposte a pagare pur di avere occhiali capaci di filmare senza dare nell’occhio.
La risposta di Meta
Di fronte a tutto questo, Meta ha deciso di non restare ferma. L’azienda ha annunciato l’intenzione di muoversi sul piano legale contro chi vende o pubblicizza queste modifiche, e nel frattempo sta lavorando per rimuovere gli annunci che propongono il servizio. Una doppia mossa, quindi: da una parte le vie legali, dall’altra la pulizia dei contenuti che spingono queste pratiche.
La questione tocca un nervo scoperto per tutto il comparto dei dispositivi indossabili dotati di fotocamera. Quando un gadget del genere finisce nelle mani di molte persone, la tentazione di alterarne il funzionamento cresce di pari passo con la diffusione. E gli occhiali firmati dal marchio Ray-Ban, ormai diventati un piccolo fenomeno, non fanno eccezione a questa regola.